
ROMA, 11 Aprile – Il Tribunale Civile di Roma accoglie così il ricorso di Mediaset nei confronti della Fenicius Llc, che dovrà così cessarne l’uso e pagare 1.000 euro di penale per ogni giorno di ritardo nell’esecuzione del provvedimento. Secondo i giudici l’acquisizione della Fenicius “è stata compiuta con finalità di agganciamento del noto marchio Mediaset”.
La storia ha inizio lo scorso anno dopo che la sociteà di Cologno Monzese ha dimenticato di rinnovare per tempo il dominio ‘.com’. Da cui trascorso un mese (periodo di tolleranza), il sito web è stato acquistato da una società che vende domini all’asta, per poi essere rivenduto a tale Didier Madiba della Fenicius Llc, con sede nel Delaware. Scoperto il danno gli avvocati della mediaset si sono appellati all’Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale (World intellectual property organization, meglio nota come Wipo), che però aveva riposto ‘picche’, affermando che ormai quel dominio era perso per sempre.
In una nota Mediaset fa notare come l’episodio apre una riflessione più generale sul tema della tutela del copyright e sulla presenza di figure specializzate nell’acquisizione delle numerosissime estensioni relative a marchi affermati, da .com a .xxx. ”In questo caso il ricorso immediato di Mediaset alla giustizia ordinaria ha prodotto i risultati attesi. Ma ciò non toglie che la materia sia diventata un’autentica giungla da disboscare. La strada giudiziaria non può essere la soluzione: richiede alle aziende investimenti economici e intellettuali e contribuisce a intasare la giustizia civile. Ormai il problema ci sembra urgente e lo segnaliamo alle autorità competenti”.
Stefano Parisi
