
REGGIO CALABRIA, 18 Aprile – Il boss del Clan di Rosarno, Francesco Pesce,35 anni, è stato incastrato dalla sua passione per il gioco del Super Enalotto. Viveva in un bunker all’interno di un deposito giudiziale di auto. Nonostante la latitanza, continuava però a giocare.
Il boss, detto “U Testuni”, infatti fu ripreso dai Ros e dai carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria mentre consegnava ai suoi complici le schedine. Finiti in manette anche altri sette componenti della cosca Pesce, responsabili a vario titolo di trasferimento fraudolento e possesso ingiustificato di valori con l’aggravante mafiosa. Secondo le indagini e le intercettazioni dell’operazione “Califfo”, Francesco Pesce nonostante sia molto giovane, detiene un vasto potere. Lo zio Peppino è ritenuto capostipite della ‘ndrangheta rosarnese.
Michele De Bellis
