
ROMA, 8 Maggio – E’ partita la seconda serie, in tre giorni, di ribassi sui carburanti capeggiata da Eni a cui fanno seguito tutti gli altri. Per Eni: benzina (-2,5 centesimi), diesel (-1 centesimo) e Gpl (-2 centesimi). In una settimana si sono registrati ribassi per 4,5 centesimi. Per Shell (-1 centesimo sulla benzina e -0,5 sul diesel) , TotalErg (-0,8 centesimi) , IP (-1,5), Q8 (-1,2) e Tamoil (-0,5). In ribasso anche le medie ponderate nazionali dei prezzi tra le diverse compagnie, con la benzina a 1,869 euro al litro (-1,7 centesimi) e il diesel a 1,762 euro (-1,5 centesimi).
Dal Governo le dichiarazioni del ministro dello Sviluppo Corrado Passera all’inaugurazione del cantiere di Travagliato per l’alta velocità fra Treviglio e Brescia: “Certo abbiamo come leve i controlli e gli interventi diretti: ci stiamo lavorando”. Secondo Up: “Le aziende, come accade anche nei movimenti al rialzo tendono generalmente ad aspettare un consolidamento della situazione”. Insomma buone notizie per i consumatori, parole di Rosario Trefiletti (Federconsumatori) e Elio Lannutti (Adusbef): “Un centesimo di euro in più sul prezzo dei carburanti comporta entrate maggiori per la benzina di circa 18-19 milioni di euro e per il gasolio di 25 milioni di euro in più . Quindi, essendo 7-8 i centesimi in più, si pensi a quanto ammontano le entrate che non dovrebbero andare alle compagnie, ma nelle tasche dei cittadini”.
In rialzo “stacco” Italia-Ue tra il prezzo industriale dei carburanti. Secondo i dati del ministero dello Sviluppo, la differenza misurata al netto della componente fiscale è arrivata la scorsa settimana a 5,3 centesimi per la benzina e a 5 cents per il gasolio, cifre che non si vedevano da anni. Per il diesel si tratta del massimo dal 2008.
Stefano Parisi
