
ROMA, 2 Aprile – Il dato è terrificante e sconcertante: un giovane su tre è senza un lavoro e il tasso di disoccupazione a febbraio si attesta al 9,3%, in aumento di 0,2 punti percentuali rispetto a gennaio e di 1,2 punti su base annua. E’ il livello più alto dall’inizio delle serie datato gennaio 2004. Il totale parla di 2.354(mila) disoccupati ,in salita dell’1,9%, 45mila in più rispetto al mese di gennaio. Su base annua la crescita è ancora più significativa , con un incremento del del 16,6% (335mila unità).
Le statistiche sono impietose tanto per gli uomini che per le donne.
A febbraio l’occupazione maschile è in aumento dello 0,1%, mentre su base annua cala dello 0,4%. Per le donne diminuisce rispetto a febbraio (-0,5%), ma aumenta dello 0,7% nei dodici mesi. La disoccupazione dei giovani tra 15 e 24 anni è il 32,6%, a discapito del 29,8% un anno prima. La zona del Paese maggiormente colpita è il Mezzogiorno: per le giovani donne il massimo è il 49,2%. Tra i 20 e i 24 anni il tasso di disoccupazione è del 28,7%, 25,8% nel quarto trimestre 2010. Il tasso di inattivita’ dei giovani tra 15 e 24 anni sale dal 71,1% del quarto trimestre 2010 al 71,3%.
Non va meglio nei 27 paesi dell’UE, in media la disoccupazione avanza dal 10,1% al 10,2%. Eccezione negativa per la Spagna al 23,6% e la Grecia con il 21%. Secondo Eurostat,il numero dei disoccupati a febbraio sale di 1,48 milioni di unità rispetto a un anno fa con 17,1 milioni di unità. Il numero degli occupati cresce di 1,87 milioni di unità a quota 24,55 milioni. I paesi più meritevoli che presentano tassi di disoccupazione più bassa sono Austria (4,2%), Olanda (4,9%), Lussemburgo (5,2%) e Germania (5,7%). Amadeu Altafaj, portavoce del commissario Ue per gli affari economici Olli Rehn interviene sull’argomento dicendo” è sempre più importante portare avanti riforme strutturali” .
In Italia l’allarme sulle prospettive di lavoro resta a livelli di guardia: secondo un sondaggio Confsercenti-Ispo il 99% degli italiani, la totalità, si dice preoccupato e due famiglie su dieci sono state colpite dai licenziamenti. La Cgil avverte sulla “valanga di disoccupazione” e chiede di “fermare i licenziamenti”. E il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, ammonisce: si parla solo di articolo 18 che «è uno straccio da far sventolare”. Gi italiani, preoccupati e verosimilmente sfiduciati, aspettano un segnale dal governo.
Stefano Parisi
