Occidente Solitario: parlano gli attori Claudio Santamaria, Filippo Nigro e Massimo De Santis

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ROMA, 7 Marzo – Introduce lo spettacolo Luca Scarlini, il traduttore del testo di ‘Occidente Solitario’ e intervengono, di seguito i due fratelli protagonisti, interpretati da Claudio Santamaria e Filippo Nigro. Santamaria, che interpreta nella commedia Coleman, il fratello che pensa solo a mangiare e a recarsi presso i funerali per del paese per degustare gratuitamente ai banchetti. Santamaria spiega che il suo ruolo viene rappresentato da una fisicità maggiore rispetto al fratello Valene, interpretato da Filippo Nigro. Valene è quello interessato unicamente alle sue statuine religiose e a bere il whisky, ma è anche il fratello che in un certo modo salva l’altro dalla prigione in quanto sospettato dell’omicidio del padre.

Questa sorta di ‘gratitudine’ che Valene si aspetta da Coleman, come spiega Filippo Nigro, non avviene mai durante la commedia, in quanto l’odio fra i due prevale su ogni tipo di sentimento, che sia di riconoscenza o solo di bene fraterno, che dovrebbe esserci in una situazione normale. I due si battono continuamente per avere la meglio sull’altro, giocando il ruolo del più forte a turno e cercando di indispettire l’altro attraverso i torti e i gesti che odiano.

Coleman è sempre pronto ad esplodere, una sorta di vulcano in eruzione, come dichiara Santamaria, a differenza del fratello che è meno irruento e meno ‘fisico’ nei suoi atteggiamenti. Padre Welsh è una figura forte e cerca di aiutare i due fratelli, ma quando si rende conto che non riesce si dà all’alcol e arriva al suicidio, sentendosi sulle spalle il peso di un fallimento. Come dichiara l’attore Massimo De Santis, che interpreta il parroco. “Il ruolo di Padre Welsh è delicato e pieno di sfaccettature.

E’ l’unico che cerca veramente di porre fine alla guerra dei due fratelli ma che sente troppo la responsabilità del caso al punto in cui cede e crolla”, dichiara Massimo De Santis. Anche il parroco ricorrerà spesso all’alcol nel corso della commedia, ma non sarà per niente facile per lui ammettere il fallimento. “Anche Padre Welsh è un essere umano con i suoi limiti e le sue paure. Anche lui avrà un cedimento alla fine, sentendosi responsabile anche degli altri omicidi e suicidi che avverranno nella comunità. Questo personaggio è già stato criticato per il gesto estremo che compirà: il suicidio che la Chiesa Cattolica non ammette. Spesso capita che lo spettatore non riesce a comprendere  quello che spinge il parroco, e in modo sbagliato giudica senza ricordarsi che sotto la tunica c’è un uomo, con i suoi limiti e le sue fragilità”, continua.

Da ‘Distretto di Polizia’ in cui interpreta uno dei fratelli ‘cattivi’ della serie che cercano di uccidere il loro nemico a ‘Squadra Antimafia’, ora Massimo De Santis si è messo alla prova con un ruolo molto difficile, la cui complessità forse supera di gran lunga quella del ruolo del cattivo, che a volte è aiutato dalla natura umana che può far riaffiorare i propri istinti primordiali. “Mentre il ruolo del parroco è forse più delicato, ha una maggiore responsabilità per le persone perché rappresenta una sorta di modello da prendere come esempio”, conclude De Santis.

Sabrina Bachini

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