Cruciverba: l'uomo batte il computer

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ROMA, 20 Marzo – Recentemente a Brooklyn si è disputato l’American Crossword Puzzle Tournament, il più imponente torneo di cruciverba al mondo. Il risultato è stato piuttosto deludente per Matthew Ginsberg, il creatore del programma, che ha visto la sua creazione classificarsi 141ima nella classifica virtuale, dal momento che il torneo era aperto solo agli umani. Dr Fill, dotato di una solida preparazione classica, si è comportato brillantemente anche nelle prove più difficili di parole crociate tradizionali, mentre ha fallito sugli schemi più strani e bizzarri in cui era richiesta maggiore flessibilità mentale oltre alla semplice preparazione meccanica come ad esempio inserire le soluzioni scritte al contrario o diagonalmente. In questi schemi Dr Fill è crollato perdendo posizioni.” Non ho ragione di credere che le prove siano state inserite appositamente per mettere in difficoltà il programma”, ha commentato Ginsberg, che puntava a un risultato decisamente migliore. Nelle simulazioni sulle ultime 15 edizioni del torneo per tre volte Dr Fill si era classificato al primo posto assoluto. Sia sugli schemi più semplici che su quelli complessi, il programma aveva dimostrato di saper arrivare a conclusione in metà tempo rispetto all’uomo.

Ovviamente, le intelligenze artificiali pensano in maniera molto diversa da quelle degli uomini. I primi calcolano tra tutte le possibili risposte quella più probabile. Ecco l’esempio dal “The New York Times”: se prediamo uno schema da 75 parole, nel dizionario americano ci sono circa 10mila termini con lo stesso numero di lettere che andranno confrontate con il database di tutte le possibili risposte. Se il sistema di incroci non funziona, si passa a calcolare le 100 risposte più probabili sulla base di una serie di fattori, come la ricorrenza nei cruciverba di parole e lettere. Gli esseri umani, invece, si basano sulle esperienze e sulle conoscenze. In più, fa notare sempre il New York Times, hanno il senso dell’umorismo e la creatività, che aiutano parecchio. “Siamo arrivati al punto in cui i due approcci si equivalgono, ma le persone hanno una reale esperienza, mentre un computer ha solo l’ombra di quella esperienza”, ha detto Peter Norvig, altro esperto di intelligenza artificiale che lavora per Google. “Questi giochi sono una grande spinta per l’intelligenza artificiale, ma quello che conta davvero è dove ci stanno portando”, ha commentato poi David Ferrucci, ricercatore presso IBM e tra i creatori del computer Watson, il campione del gioco Jeopardy!

Intanto Ginsberg ha rilanciato la sfida: ha già promesso che l’anno prossimo sarà di nuovo in gara, dopo aver messo a punto i criteri di ragionamento del programma sulla base anche delle prove innovative di quest’anno. Il torneo di Brookluyn è stato vinto per la terza volta consecutiva da Mr. Feyer, 33 anni, mago delle parole crociate.

Valentina Ferrari

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