Pubblicato dossier su Steve Jobs: l’FBI lo dichiara infido e drogato

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NEW YORK, 10 Febbraio – Mister Apple aveva la tendenza a piegare la verità e distogliere la realtà pur di raggiungere i propri obiettivi. Il “seduttore informatico”, creatore di Iphone, Ipad, Mac, secondo i file ormai non più segreti dell’FBI, risulta essere stato un infido, drogato e disonesto. Il genio della mela, era stato adocchiato da George H. W. Bush per diversi incarichi all’interno dell’amministrazione, e visto il contesto, il suo passato venne sottoposto a qualche indagine, per scoprire se ci fossero scheletri nell’armadio. Primo motivo per cui gli uomini speciali della polizia gli stavano “con il fiato sul collo”. Un ricatto da un milione di dollari, vide coinvolto Steve Jobs nel 1985: un pazzo sosteneva di aver piazzato una bomba sotto casa sua ed altri colleghi innovatori.

I file esposti dall’FBI non rivelano gravi reati commessi dal magnate informatico, ma sicuramente destano preoccupazione per il suo passato affiancato dalle droghe. Destavano. Ma non sono solo le droghe a dipingerlo negativamente. Nelle testimonianze di chi lo conosceva bene, vengono fuori aneddoti interessanti, come il rifiuto di riconoscere come sua figlia una bambina avuta da una relazione extraconiugale, cresciuta povera e con gli assegni statali, altri che rivelano che il suo carattere morale era decisamente discutibile. Un’integrità presente solo nel momento della convenienza, come davanti agli studenti di Stanford: “Siate affamati, siate folli”! Si, affamati di potere e tanto folli da creare condizioni di lavoro disumane per i dipendenti della Apple. Un robot, come i suoi Mac.

Valeria Racano

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