Tablet e smartphone in ufficio: l’era del “BYOD”

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ROMA, 31 Gennaio – E’ ormai assodato che i device mobili, come tablet e smartphone, sono divenuti accessori indispensabili per moltissime persone, tanto che il loro utilizzo si diffonde anche in ambito lavorativo. Nell’88% dei casi i dipendenti di un’impresa utilizzano il proprio dispositivo per scopi professionali, livello che, in Italia, raggiunge la soglia del 90%. E’ questo il risultato di una ricerca, commissionata da Avanade – fornitore di servizi gestiti e di soluzioni tecnologiche per le aziende – condotta tra ottobre e novembre 2011 in 17 differenti Paesi, che ha portato al coinvolgimento di circa 600 dirigenti, decisori IT e responsabili di aziende.

Il fenomeno, che viene denominato “BYOD” (acronimo dell’espressione “Bring Your Own Device”, che tradotto indica il “portare con sé il proprio dispositivo”), a differenza di quanto si possa pensare, rappresenta una pratica assecondata dalle stesse aziende. Il sondaggio, giustappunto denominato “Sfatare i 6 miti sull’IT Consumerization”, ha, infatti, dimostrato che  i suddetti dispositivi informatici non vengono sfruttati solo per accedere ai comuni social network, ma anche, e soprattutto, per accedere alle più disparate funzionalità legate all’ambito lavorativo e per soddisfare esigenze di tipo strettamente pratico quali la necessità di lavorare ovunque o, ad esempio, oltre l’orario d’ufficio.

L’ulteriore luogo comune sfatato dall’inchiesta riguarda l’utilizzo di device “Apple”. I dati hanno, infatti, dimostrato che, a livello internazionale, al primo posto si collocano gli smartphone basati sul sistema Android, seguiti dai Blackberry e dai computer portatili personali (tra cui quelli di Apple); in Italia, in particolare, i più diffusi sono i Blackberry, seguiti da iPhone e notebook basati su Windows. Un aspetto particolare riguarda le motivazioni che, alla luce di quanto espresso dai dipendenti, li inducono a portare con sé i propri tablet: sembra, infatti che i dispositivi aziendali siano ai loro occhi obsoleti e poco user-friendly.

Tiziano Giuseppe Raucci

Fonte Immagine: blog.acrodex.com

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