Pegno d’amore: scambiarsi la propria password di e-mail e Facebook. Richio privacy violata

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ROMA, 21 Gennaio – Quando negli anni novanta si assistette al lancio del World Wide Web, probabilmente mai nessuno avrebbe immaginato che questo sarebbero diventato il luogo più intimo della vita dei ragazzi nel 2012. Le nuove generazioni ripongono in Internet e nei social network, talmente tanta fiducia da volergli affidare informazioni su di se, anche molto private, attraverso messaggi, foto e video, tanto che la password del proprio profilo ha assunto un valore di grande importanza, alla pari di un anello con diamante.

E allora si può dire addio al caro vecchio diario segreto con tanto di lucchetto, perché gli adolescenti di oggi preferiscono di gran lunga condividere gli aspetti più importanti della propria vita con amici, conoscenti o anche con estranei impiccioni, in un mondo virtuale che rende più semplici le relazioni umane, sottraendogli l’imbarazzo e la timidezza che può sopraggiungere in una conversazione “faccia a faccia”. Ma questo nuovo modo di farsi conoscere privo di filtri e riservatezza, caratterizzato da una particolare invadenza, rischia di diventare un problema se unito al complicato mondo degli adolescenti. Un esempio ne è la pratica dilagante dello scambio della password tra fidanzati: gesto di grande fiducia reciproca e di profondo affetto, che può trasformarsi tuttavia in un pericolo per gli equilibri di coppia, a causa di una parola di troppo in una conversazione o di un messaggio clandestino lasciato sul profilo di qualcun altro che non sia il proprio partner. Ed ecco così che da romantico patto d’amore, la password può diventare causa di litigi, rottura tra coppie e perfino fonte di ricatti.

Secondo un sondaggio telefonico del 2011 del Pew Internet and American Life Project, riportato sul New York Times, su un campione di 770 ragazzi tra i 12 e i 17 anni, il 30% di questi si scambia la password con la propria anima gemella, causa questa tra le altre di rapporti che finiscono più velocemente di quanto siano iniziati. Lo stesso New York Times consiglia, sulla base di testimonianze raccolte, di evitare questo tipo di ingenuità, che può costarci anche la violazione della propria integrità personale, dimostrando il nostro amore con azioni più concrete realizzate nella vita “reale”. Ma questo fenomeno ha radici psicologiche ben salde come afferma Rosalind Wiseman, studiosa del rapporto tra adolescenti e tecnologia, secondo cui lo scambio della password è alla pari di un rapporto sessuale: spesso avviene su pressioni del partner, che dimostrerebbero aspetti nocivi dell’esperienza sentimentale che si sta vivendo. Pertanto i giovanissimi, sempre più bisognosi di atti estremi di fiducia, dovrebbero imparare che questa è qualcosa che va coltivata col tempo e la pazienza, sull’esempio magari dei nonni, capaci di costruire storie d’amore durature e profonde.

Chiara Cavaterra

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