Stop alla pirateria: FBI chiude Megaupload e Megavideo

Home»Magazine»Stop alla pirateria: FBI chiude Megaupload e Megavideo

ROMA, 20 Gennaio – Nella tarda serata di ieri l’FBI, con l’accusa di violazione delle leggi sul copyright e riciclaggio,  ha arrestato quattro manager di Megaupload e chiusi i siti di Megavideo e Megaporno, siti dove gli utenti possono condividere e scaricare video, musica e documenti di varie dimensioni. Scattata immediatamente la protesta degli hacker.

Si trattava di una “megacospirazione” che ha causato danni per 500 milioni di dollari per i mancati pagamenti per i diritti d’autori nei 5 anni d’attività del sito, questa l’accusa riportata a Mega da parte degli inquirenti. Il sito ricavava denaro dalla pubblicità online e dagli abbonamenti che abilitavano servizi premium. Dal rapporto si legge che l’FBI ha sequestrato 175 milioni di dollari, conti correnti bancari e una lunga lista di beni tra cui automobili di lusso e opere d’arte.

Nel mirino degli investigatori è finito Kim Dotcom: il suo vero nome è Kim Schimtz ed è un hacker informatico di origine tedesca. Qualche anno fa il pirata informatico decide di sfidare le piattaforme “peer to peer” come Emule e fonda Megaupload con sede in Nuova Zelanda. Alla catena Mega appartengono anche i siti Megavideo e Megaporno creando cosi una nuova frontiere nel cyberspazio. Niente più Emule o BitTorrent ma solo siti dove si può trovare tantissimo materiale (video, musica, documenti) da scaricare e visionare in streaming. Da questa notte tutto questo non è possibile perché i siti sono stati chiusi.

Anche se la chiusura è iniziata in Nuova Zelanda, sede della Mega, le proteste e le rivolte sono partite dall’USA. I primi a ribellarsi sono stati gli Anonymous e l’EFF (Electronic Frontier Foundation). I primi hanno subito fatto partite un’offensiva Ddos verso gli indirizzi dei siti del Dipartimento di Giustizia Usa, Fbi, Universal, BMI (associazione dell’etichette discografiche) causando l’effettiva indisponibilità dei servizi per diverse ore. Gli Anonymous, inoltre, stanno cercando di riattivare i siti Mega o crearne uno alternativo con le stesse funzioni ma al momento i vari siti risultano ancora essere irraggiungibili.   Più pacato ma non meno deciso l’attacco dell’EFF. La loro offensiva è stata tradotta in un’appello al mondo: “Se gli Stati Uniti hanno il potere di far arrestate un cittadino olandese in Nuova Zelanda su presunta violazione di copyright, cosa ci aspetta?”

Per il momento sono 7 le persone con una mandato di cattura: quattro sono state già arrestate mentre tre sono riuscite a scappare. Secondo gli inquirenti si tratta dell’operazione più imponente mai messa in atto negli USA e riguarda esclusivamente i gestori del circuito Mega. Gli utenti di questi servizi possono star tranquilli.

Francesco Cianni

Share Button

Leave a Reply

Your email address will not be published.