Disfunzione erettile: cause e cure del male oscuro dell'uomo

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La disfunzione erettile (DE) è definita come la persistente o ricorrente incapacità a raggiungere e mantenere un’erezione sufficiente per avere un rapporto sessuale soddisfacente. “La prevalenza della disfunzione erettile aumenta con l’età, e, infatti, se circa il 20% degli uomini adulti soffre di disfunzione erettile, la prevalenza sale al 50% per gli uomini dai 40 anni in su”, si legge sul sito specializzato Andrologia-Internazionale.it

Solitamente si tende a credere che questa patologia sia poco diffusa. Non è così. La verità è che chi ne soffre, molto spesso ha paura ad ammetterlo per la vergogna a cui potrebbe essere sottoposto. In realtà, in Italia, vi sono dati inquietanti in merito.

DE: i dati italiani

Lo scorso anno, la Società Italiana di Urologia ha presentato uno studio condotto nel 2016 attraverso la campagna #Controllati. Qui sono stati analizzati i dati di 81 centri urologici del territorio e quasi 10 mila pazienti con vita di coppia stabile, in parte sani e in parte affetti da ipertensione, sindrome metabolica o familiarità con il tumore prostatico. Ne è uscito fuori un quadro inquietante. Il 30.6%, dei pazienti soffre, infatti di problemi sessuali. Più precisamente, il 15,5% ha problemi di disfunzione erettile, il 7,5% di eiaculazione precoce e il 7,6% di calo della libido.

Secondo lo studio epidemiologico condotto da Parazzini e colleghi su 2000 pazienti, questo tipo di patologia aumenta con l’avanzare dell’età. È stato rilevato, infatti, che su una prevalenza complessiva di DE pari al 12.8%, il 2% ha tra 18 e 30 anni e il 48% oltre 70 anni. Rapportando questi dati all’intera popolazione italiana, emerge che circa 3 milioni di soggetti in Italia potrebbero presentare un certo grado di DE.

I fattori di rischio

Quali sono i fattori di rischio che possono causare disfunzioni erettile? Una recente revisione della letteratura internazionale, effettuata in occasione della IV International Consultation of Sexual Medicine, evidenzia un’incidenza complessiva di DE da 4 a 66 casi su 1.000 l’anno, strettamente legata a fattori organici come fumo, prevalenza di diabete, ipertensione, obesità e malattie cardiovascolari. A questa malattia, però, concorrono anche fattori psicologici come stress, depressione, ansia o traumi emotivi.

Curiosamente, fino a qualche tempo fa si riteneva che fosse proprio la componente psicologica la causa maggiore delLa DE, ma, studi recenti hanno dimostrato che la disfunzione è legata in almeno il 50% dei casi a una causa organica

Rimedi e cure

È di questi giorni la notizia che i Ricercatori del Danish Centre for Regenerative Medicine (DCRM) hanno scoperto che iniettare cellule staminali alla base del pene, non solo può far «rinascere» i vasi sanguigni e rinvigorire le terminazioni nervose, ma possa addirittura aumentare le dimensioni del pene stesso. Secondo il prof. Soren Sheikh, direttore del DCRM, gli uomini su cui è stato testato il nuovo metodo con le staminali, avrebbero riacquistato il corretto funzionamento del loro pene. L’effetto benefico sembra sia durato circa un anno e mezzo.

In attesa di capire se la cura avrà successo o meno, attualmente le cure più famose sono quelle di tipo farmacologico o chirurgico. Nei casi di disfunzione erettile di origine organica sono primariamente utilizzati i farmaci inibitori della fosfodiesterasi di tipo 5 (ovvero degli enzimi capaci di determinare il rilassamento della muscolatura liscia, quindi la tumescenza peniena e dunque l’erezione). Esistono anche altri tipo di farmaci, come, ad esempio, quelli vasodilatatori da assumere attraverso iniezioni locali prima dell’atto sessuale.

Nel caso in cui il trattamento farmacologico si rivelasse inefficace è consigliabile il trattamento chirurgico. Questo prevede l’utilizzo di protesi o l’uso di pompe che, creando una pressione negativa, favoriscono l’afflusso sanguigno al pene.

Recentemente, in questo campo, sta prendendo piede un’altra terapia meno invasiva di quella chirurgica. Si tratta dell’utilizzo di onde d’urto a bassa frequenza. Si tratta di onde acustiche ad alta energia che vengono applicate sul pene in sedute che durano circa dieci minuti e che vanno ripetute per un totale di sei trattamenti complessivi. La terapia non è considerata invasiva ed è risultata efficace su sette pazienti su 10.

 

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