Chi dorme poco è vittima di un 'jet-lag sociale' che fa male alla salute

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Gli esperti del sonno lanciano l’allarme: si deve ritrovare la centralità del sonno come garante della salute. Togliere ore al riposo notturno potrà anche ‘stirare’ il tempo a disposizione per il lavoro o altre attività, ma peggiora la salute. E chi ha già il ritmo sonno-veglia alterato è vittima di una nuova sindrome, denominata ‘jet-lag sociale’. A lanciare l’allarme sono gli esperti dell’Associazione italiana di medicina del sonno (Aims) che si sono riuniti a Parma per il XXII Congresso nazionale dal 21 al 24 ottobre.

“E’ necessario ritrovare la centralità del sonno come garante della salute – avverte l’Aims- e rivedere nel suo complesso anche la medicina ufficiale”. “Pur non sapendo ancora a cosa serva il sonno – afferma il presidente del congresso Liborio Parrino, responsabile del Centro del sonno dell’Ospedale Maggiore di Parma – sappiamo che sottrarre ore al riposo non solo peggiora la qualità della vita, ma aumenta anche il rischio di patologie cardiovascolari e dismetaboliche, come ipertensione, diabete, infarto miocardico, ictus cerebrale”.

Anche se siamo tutti consapevoli che senza un buon sonno gli impegni della giornata diventano difficili da gestire e da sostenere,  molto spesso si tende a sottovalutare l’importanza del riposo. La medicina del sonno scardina il concetto localistico delle singole discipline sanitarie e offre un terreno comune di trasversalità culturale dove neurologi, pneumologi, pediatri, cardiologi, psichiatri, nutrizionisti, endocrinologi e chirurghi maxillo-facciali si incontrano mettendo insieme le specifiche competenze.

Ad essere più sensibili alla fragilità del sonno sono le persone che faticano ad andare a dormire perchè bombardati da stimoli luminosi e psicosensoriali, soprattutto nelle ore serali e notturne, e privi di ogni disciplina cronobiologica. “Una deriva comportamentale – spiega Parrino – che ritarda l’orario di addormentamento e accorcia le ore dedicate al sonno”. Eppure da sempre la storia naturale dell’uomo ha considerato il sonno una necessità indiscussa, un bene non negoziabile.

“Ma l’uomo moderno pretende di sfidare le regole di sopravvivenza, accusando il sonno di rubare risorse e opportunità alla veglia, considerata l’unico significato dell’esistenza”, osserva lo specialista.
Secono l’Aims si deve perciò ritrovare la centralità del sonno come garante di salute e rivedere radicalmente nel suo complesso anche la medicina ufficiale, considerata finora una questione della veglia e del giorno, mai del sonno e della notte.

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