Alcol e adolescenti: il primo bicchiere in famiglia

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ROMA, 26 GIUGNOI giovani cominciano molto presto a fare uso di alcolici. E la prima volta avviene quasi sempre in famiglia. Per questo sono sotto accusa i genitori che permettono questo. Il problema è presto esposto. L’alcol rende violenti: è la “verità” più condivisa (dal 77,5%) tra i 2 mila adolescenti che hanno costituito il campione dell’indagine SIMA-Osservatorio Giovani e Alcol. Meno monolitico (e soprattutto indice, in alcuni casi, di gravi lacune informative) il giudizio su altre affermazioni riguardanti l’alcol che sono state proposte all’attenzione dei giovanissimi.

Preoccupante, ad esempio, quel 55,3% di giovani convinto che bere alcol diluito con acqua faccia meno male, oppure quel 52,4% che sostiene che ubriacarsi ogni tanto non è grave, purché non diventi un abitudine. Conforta, invece, che il 64% dei ragazzi intervistati ritenga pericoloso guidare dopo avere bevuto anche un solo bicchiere di birra o vino (c’è da augurarsi, peraltro, che il rimanente 36% che non concorda si “converta” prima di prendere la patente).

La scuola, probabilmente, potrebbe aiutare i giovani a risolvere questo problema. Spiegare, ad esempio, che il tasso alcolico non diminuisce se si mette il ghiaccio nel whisky e che ubriacarsi non è una condotta contro “la morale”, ma contro la salute? Mario Menziani, vicepreside della Scuola Media Ferraris di Modena, spiega che il consumo di alcolici fra gli adolescenti è aumentato e la scuola potrebbe intervenire e fare in modo che questa percentuale scenda.

Sarebbe altrettanto importante, però, un maggior controllo sui messaggi diretti e indiretti che i media, televisione e Internet in testa, veicolano sul consumo di alcol. Dato certamente positivo rilevato dall’indagine è che solo il 10% degli intervistati ritiene che bere alcolici sia segno di “essere in gamba”. Par condicio “di genere”, infine, nei confronti dell’ubriacatura: la maggioranza sia dei maschi sia delle femmine (esattamente il 58% dei maschi e il 62% delle femmine coinvolti nell’indagine) non considera l’ubriacarsi “più disdicevole” per una ragazza che per un ragazzo.

Sabrina Bachini

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