Obesità: una buccia di mela al giorno toglie il rischio

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ROMA, 23 GiugnoSembra incredibile ma è vero. E’ uscita una nuova ricerca che arricchisce il capitolo della lotta contro l’obesità, uno dei mali che spesso destano l’allarme di molte autorità sanitarie mondiali. Un elemento contenuto nella buccia della mela è in grado di dare un aiuto. Lo studio, pubblicato su ‘Plos One’, riferisce che l’acido ursolico ha la capacità di aumentare l’attività del tessuto adiposo bruno, circostanza che si trasforma in un maggiore e più rapido consumo di calorie.

I ricercatori statunitensi del Fraternal Order of Eagles Diabetes Research Center hanno portato a termine degli esperimenti sui topi. I test hanno rivelato l’esistenza di una relazione diretta tra una diminuzione di zuccheri e lipidi nel sangue e l’aumento del grasso bruno. Gli studiosi hanno spiegato nella loro pubblicazione che i risultati ottenuti confermano che “l’acido ursolico riduce l’obesità e l’intolleranza al glucosio”. Inoltre si è verificato un aumento della muscolatura scheletrica e di grasso bruno.

L’effetto protettivo dell’acido ursolico è dovuto al fatto che il tessuto muscolare e il grasso bruno sono in grado di bruciare le calorie in eccesso. “Sapevamo che l’acido ursolico aumenta la massa muscolare e la forza nei topi in salute, fatto importante perché potrebbe suggerire una possibile terapia contro la perdita di muscoli -ha spiegato Christopher Adams, coordinatore della ricerca -. In questa ricerca abbiamo testato l’acido ursolico in topi alimentati con una dieta ricca di grassi, un modello murino di obesità e di sindrome metabolica. Ancora una volta, l’acido ursolico ha aumentato il muscolo scheletrico. Inoltre ha anche ridotto l’obesità, il pre-diabete e la steatosi epatica”.

Questo studio conferma che si ha un aumento del consumo di calorie, che, a sua volta, protegge dall’obesità indotta dall’alimentazione, come ha proseguito Adams. Mentre un tempo si pensava che il grasso bruno fosse presente solo nei bambini, studi più recenti hanno dimostrato che si trova anche negli adulti, dove svolge azioni benefiche. Il prossimo passo di questa ricerca sarà quello di determinare se l’acido ursolico sia in grado di aiutare i pazienti.

Sabrina Bachini

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