Salute: tagli e risparmi, ora a rischio anche la salute per la crisi

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ROMA, 23 Aprile La crisi colpisce ogni settore della nostra vita, ora anche la salute. Lo dice il Rapporto Osservasalute del 2011 reso noto dall’Osservatorio Nazionale sulla salute nelle Regioni Italiane nel corso di un incontro tenuto presso il Policlinico Gemelli di Roma. Gli italiani rinunciano a cibi sani e a sport troppo costosi per risparmiare, a vantaggio di cibi di seconda scelta e meno costosi. Infatti se fino al 2008 il numero di porzioni di frutta e verdura giornaliere per persona si attestava mediamente attorno al 5,7 (addirittura anche al di sopra della soglia raccomandata dagli esperti di 5 porzioni), il dato ora è calato a 4,8.

Aumentano anche le cure ‘fai da te’ e il consumo di farmaci antidepressivi. Questi sono passati da 8,18 dosi giornaliere per 1000 abitanti nel 2000 al 35,72 nel 2010. Il rapporto sottolinea inoltre che gli italiani sono mediamente sempre più anziani e affetti da malattie croniche. A determinare il declino del concetto di salute applicato alla vita quotidiana sono anche le ultime scelte in materia di politica sanitaria, come conferma Walter Ricciardi dell’Istituto di Igiene della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica di Roma. Le ultime manovre economiche realizzate in Italia in risposta alla tempesta finanziaria hanno portato ad un ridimensionamento dei livelli di finanziamento dell’assistenza sanitaria già dal 2012; all’introduzione di ulteriori ticket; a tagli drastici nei trasferimenti alle Ragioni e alle municipalità dei fondi su disabilità, infanzia e altri aspetti che vanno poi ad incidere sulla nostra salute.

Un altro dato che emerge dall’analisi è la tendenza ad accumulare chili di troppo. A fronte di una diminuzione del potere di acquisto medio corrisponde infatti una tendenza a nutrirsi con alimenti meno costosi perché prodotti a livello industriale e quindi meno salutari e più ricchi di grassi.

Sabrina Bachini

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