Autismo: sollecitare il pensiero interiore è benefico per i bambini

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ROMA, 25 Gennaio – Molte volte guardando una persona autistica pensiamo che sia rinchiuso in un mondo tutto suo. Un mondo nel quale è difficile penetrare ma attenzione non è cosi. Secondo uno studio condotto dalla Durham University, in Inghilterra e pubblicato su Development and Psychopathology, è emerso che esternare il proprio pensiero interiore può rappresentare un ottima arma per relazionarsi con bambini con autismo. Questo modo di fare aiuterebbe a migliorare lo svolgimento di attività concrete più complesse. In parole semplici nei bambini in fase di sviluppo la ripetizione ad alta voce di istruzioni utili a raggiungere un obiettivo è il riflesso di questa condizione interiore e di un comportamento che servirà da grandi nella comunicazione interpersonale. Quando manca del tutto, spiegano gli autori dello studio della Durham University, può essere tra le cause dei comportamenti ripetitivi tipici dei bambini con autismo. Per questo i ricercatori suggeriscono di supportare i bambini con autismo con interventi mirati, come descrivere le proprie azioni ad alta voce oppure apprendere verbalmente il programma scolastico quotidiano piuttosto che lasciargli utilizzare gli orari visivi.

David Williams, docente del Dipartimento di Psicologia alla Dur ham, e autore dello studio spiega: “La maggior parte delle persone indotte a ‘pensare a parole’ quando cercano di risolvere i problemi, risultano facilitate nella pianificazione di attività particolarmente complicate. I bambini con autismo spesso perdono nei primi anni di infanzia le giuste occasioni per validi e produttivi scambi comunicativi, sviluppando così quella tendenza a non usare il linguaggio interno da adulti”.

Valentina Ferrari

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