Possiamo vivere in eterno?

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I più recenti sviluppi tecnologici volti a migliorare la qualità della vita

Possiamo vivere in eterno? Come possiamo migliorare la qualità della nostra vita? Sembra che la risposta a questi interrogativi risieda negli sviluppi tecnologici. Tutto sta ad indicare che la tecnologia cambierà il modo in cui vivremo ed anche in cui moriremo.

E’ possibile vivere per sempre? Anche se la riteniamo una cosa impossibile, sembra che nuove ricerche in campo biologico, unite agli sviluppi tecnologici, indicano che sì, è possibile.

Negli ultimi decenni sono stati diversi i progressi che hanno contribuito ad aggiungere nuove ore al nostro orologio biologico. Tuttavia, non è stato ancora possibile vincere la battaglia contro il tempo e il deterioramento che porta con sé. Almeno fino ad ora….

Ed è che il gerontologo Aubrey de Grey, dell’Università di Cambridge, ha affermato di aver trovato l’elisir della vita eterna (o quasi) che permette di allungare la vita fino a 1000 anni.
Ma non è l’unico a ritenere che esiste la possibilità di vivere per sempre, poiché il fondatore e presidente di Google Ventures, Bill Maris, ha dichiarato che l’immortalità potrebbe rappresentare una realtà molto vicina.

Cercando risposte su Google
Di fronte a queste affermazioni, diamo uno sguardo ai grandi giganti della tecnologia come Google che hanno investito in progetti volti ad unire medicina e tecnologia per la ricerca della formula della vita eterna. La società ha investito 400 milioni di euro sull’impresa Google Ventures, finalizzata a realizzare nuove ricerche che possano portare alla scoperta dell’elisir dell’eterna giovinezza. Secondo Maris, la chiave per scoprirlo risiede nella biotecnologia molecolare, ossia nel nostro DNA.

Analizzare il DNA
23andMe, una società finanziata da Google Ventures, ha dedicato le proprie risorse allo studio ed analisi del DNA per determinare la predisposizione genetica di una persona a determinate malattie. Non si tratta di un’idea così strana se ci pensiamo bene.
Abbiamo già sentito parlare delle diete personalizzate elaborate sulla base dello studio dei geni, la cosiddetta nutrigenomica. Allora, perchè non provare ad analizzarli anche per sapere a quali malattie siamo più predisposti? Sarebbe possibile impedire la loro origine, o in altri casi la loro evoluzione ed inoltre curarle. Questo metodo di analisi è già una realtà poiché attualmente è possibile tenere traccia del genoma per prevenire problemi futuri con un semplice campione di saliva, ma c’è ancora molto da fare per estendere i risultati di queste ricerche in maniera generalizzata.
La società DNAnexus sta lavorando alla costruzione di una banca globale di informazioni genomiche utilizzando il cloud computing. A quale scopo? Molto semplice, se conosciamo la nostra genomica, possiamo trovare la chiave che porta a capire il perché della decadenza e come rallentarla.

Stop alla senilità
Questa affascinante possibilità ha portato Google e Apple ad unire le proprie risorse per la creazione del progetto Calico che mira a trovare soluzioni alle sfide imposte dalla senilità e di conseguenza alle malattie associate all’età, come spiega Larry Page, cofondatore di Google. Il progetto, a sua volta, è costituito da programmi specifici che vanno dalle restrizioni alla mobilità fino alla ricerca sul cancro. Non è una novità che il colosso di Mountain View collabori a progetti di sviluppo tecnologico come robot umanoidi e altro, tuttavia risulta abbastanza innovativa l’associazione di Google col campo della medicina volta alla ricerca di soluzioni che possano migliorare la qualità della vita. Google X è un altro progetto cui sta lavorando la società volto alla ricerca di nanoparticelle che iniettate nel sangue possono rilevare le mutazioni di alcune malattie e il cancro. Ma il suo impegno va oltre e sta cercando di capire come il mondo delle macchine supererà la biologia umana.

Operazioni più sicure
La scienza va avanti, e la medicina si avvale delle tecnologie, come quella di Google Glass, che è servita come strumento basico per realizzare operazioni, anche di carattere interdisciplinare, tra vari medici situati in diverse parti del mondo e per registrare operazioni e trasmetterle in diretta alle facoltà di medicina. Inoltre sono stati introdotti dei “robot chirurghi” nelle sale operatorie. Tra questi rientra il sistema chirurgico Da Vinci, una sofisticata piattaforma robotica progettata per ampliare le competenze del chirurgo. Questi progressi faranno sì che in futuro un robot possa realizzare operazioni in maniera automatica. Naturalmente dovremo aspettare ancora un po’ per poter vedere i primi “robot chirurghi”, ma possiamo già contare sulla presenza di robot infermieri. Uno di questi è stato progettato dall’Università di Orebro (Svezia) ed il suo nome è GiraffPlus. Il robot controlla lo stato di salute degli anziani in casa e li mette in contatto con la famiglia e col personale sanitario quando è necessario grazie alla presenza di specifici sensori.

Invenzioni e qualità della vita
Medicina e tecnologia vanno sempre più a braccetto. Purtroppo ancora non sono stati trovati metodi efficaci per la cura del Parkinson o dell’Alzheimer. Tuttavia sono riusciti a migliorare la qualità della vita di molti pazienti, come dimostra l’invenzione Liftware, un cucchiaio ideato da Google che elimina il 76% dei tremolii della mano dei malati di Parkinson aiutandoli a mangiare meglio. O gli occhiali sonori, che collegati all’udito attivano l’area motoria del cervello aiutando i malati di Parkinson a camminare con più sicurezza.

Progressi a portata di mano
Esistono altri dispositivi capaci di migliorare la nostra vita, disponibili per tutti. I gadget ed i wearables che invitano a fare esercizio fisico hanno conquistato il mercato con l’intenzione di migliorare la salute. Tra questi Apple Watch, Microsoft Band o Fit Bit Surge. Tali strumenti hanno lo scopo di monitorare i nostri organi vitali. I videogiochi si sono convertiti nell’ultima strategia per incitare a fare esercizio con titoli come Sports Champions o EA Sports Active 2. La cosa certa è che la tecnologia giocherà un ruolo fondamentale nel difficile compito di migliorare la nostra qualità della vita e allungarla il più possibile. Benvenuti nel futuro.

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