Le stranezze italiane da (non) far conoscere nell'altra galassia

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Le caratteristiche tutte italiane che potrebbero far paura anche agli “alieni”

La scoperta da parte della NASA di una galassia gemella al sistema solare ha sconvolto e affascinato. A 39 anni luce da noi 7 pianeti orbitano attorno a Trappist 1, una Nana Rossa fredda che si comporterebbe in maniera del tutto analoga al nostro sole. Tre di questi pianeti rientrerebbe nella cosiddetta fascia di abitabilità e la suggestione principale oltre la tipologia o la morfologia dei pianeti, riguarda la probabilità della presenza di acqua allo stato liquido e quindi la scoperta di trovare terre simili alla nostra e magari forme di vita intelligente. Se così fosse, è doveroso da parte nostra, informare questi nostri gemelli di alcune caratteristiche peculiari del popolo italiano. Nell’ipotesi “remota”, è il caso di dirlo, che volessero venire a trovarci.

Siamo affetti da ritardo tecnologico

Una percentuale fin troppo elevata di italiani non ha mai navigato in rete. Stando ai dati diffusi dal Censis la maglia nera è della Campania dove sussiste il 48% degli individui che non ha mai nemmeno acceso un PC. A seguire il Piemonte e l’ Umbria (35%). Non va meglio al Nord: dati che gettano nello sconforto riguardano anche la Provincia autonoma di Bolzano (23%), l’Emilia Romagna e il Friuli Venezia Giulia (28%) e la Lombardia (29%).

L’Italia e il suo popolo narcisista

È allarmante il dato che emerge da una rilevazione dello stesso istituto di ricerca secondo cui “la solitudine è oggi una componente strutturale della vita e delle persone”. Il 47% degli italiani dichiara di rimanere solo durante il giorno per una media quotidiana di solitudine pari a 5 ore e 10 minuti. Da questo deriverebbe infatti la pratica diffusa dei selfie, indice proprio di solitudine e narcisismo degli italiani. Sempre secondo il Censis dunque la diffusione della moda dell’autoscatto, è “l’evidenza fenomenologica della concezione dei media come specchi introflessi in cui riflettersi narcisisticamente, piuttosto che strumenti attraverso i quali scoprire il mondo e relazionarsi con l’altro da sé”.

La cura delle malattie italiane è su internet

Nel 18,8% dei casi accade che si intraprendano terapie grazie alle informazioni reperite su internet senza parlarne con il medico! Si utilizza il web per verificare la sua diagnosi e le indicazioni (55,3%), mentre in altri casi si discute con il medico dei risultati delle proprie ricerche su internet (37,1%) o ancora gli si contesta l’esattezza di diagnosi e terapie in base a quanto si è appreso sul web (20,5%). In molti casi questo meccanismo genera paranoie e psicosi dovute alla vastità di nozioni sanitarie inserite in rete, a cui si aggiunge luna non adeguata conoscenza del sistema sanitario.

Non abbiamo intenzione di continuare la specie

Le preoccupazioni di carattere economico sono indicate dagli italiani come il motivo principale per cui vi è una scarsa propensione ad avere figli (85,3%), con una percentuale che raggiunge il 91,5% al Sud, area del Paese in cui si registra una natalità più bassa rispetto al Centro e Nord. Il 90,6% dei giovani fino a 34 anni, coloro quindi che più subiscono l’impatto della crisi e nello stesso tempo dovrebbero essere i protagonisti delle scelte di procreazione, si sentono vincolati dalle vicende socio – economiche del paese.

500 mila italiani ogni anno visitano un esorcista

Tra schizofrenia e presunti segnali di possessione demoniaca, sono mezzo milione gli italiani che ogni anno si rivolgono a un esorcista, secondo l’Associazione italiana psicologi e psichiatri cattolici. Il 65% è composto da donne di livello culturale medio-basso, provenienti dalle Regioni del Centro-Sud; 20 su 100 sono minorenni. Tutte fasce della popolazione più deboli. Inoltre, oggi sono 300 circa gli esorcisti ufficiali che operano in Italia e dipendono dai rispettivi vescovi diocesani. Cinquemila sono i casi che un esorcista può arrivare a seguire in un anno. E ben 50 mila sono gli interventi effettuati in 15 anni da Gabriele Amorth, esorcista della diocesi di Roma. Insomma, questo fenomeno è molto presente, spesso in luoghi inimmaginabili come i piccoli centri abitati, e soprattutto è in aumento.

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