E-cig, la lotta tra pro e contro in Italia

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Sigarette elettroniche, la novità di mercato e i dubbi sui rischi effettivi

Una novità di mercato che è stata subito accolta da molti come un’innovazione utile per smettere di fumare e per evitare i danni delle sigarette relativi al tumore ai polmoni. L’utilizzo delle sigarette elettroniche è però ancora controverso, anche perché questa moda non sottintende l’innocuità del prodotto e sono ancora sconosciuti gli effetti sul lungo periodo dei vapori. Le statistiche di mercato continuano però a premiare le cosiddette e-cig. In Italia nel 2016 più di 3 italiani su 100 avevano preferito le sigarette elettroniche a quelle “classiche”.

Il dato riportato da un’indagine Doxa per conto dell’Istituto Superiore di Sanità dimostra una crescita importante rispetto agli anni precedenti, e una generazione del bisogno trasversale: 3 fumatori di sigarette elettroniche erano già dipendenti dalle sigarette, l’11,1% è composto da ex fumatori, mentre una buona fetta dei fruitori non aveva mai fumato. A fronte di un utilizzo costante dell’e-cig, solo il 23% degli intervistati ha smesso di fumare o ha diminuito la sua dipendenza.

Per studiare gli effetti dell’esposizione ai vapori acquei, i ricercatori dello University College di Londra hanno raccolto alcuni dati su commissione del Cancer Research Uk. L’esperimento ha portato alla comparazione dell’esposizione alla nicotina e agli agenti cancerogeni presenti nel tabacco, ma anche ai diversi composti tossici in quattro gruppi differenti di persone: i fumatori “classici”, gli ex fumatori che da sei mesi si erano “convertiti” alle e-cigarette o ai cerotti con nicotina, ma anche coloro che alternano le sigarette a quelle elettroniche o ai cerotti.

Le analisi dell’urina e della saliva dei 181 partecipanti hanno evidenziato che gli utilizzatori di e-cigarette e cerotti presentavano livelli decisamente più bassi di tutte quelle sostanze che sono fortemente associate ai rischi di tumore ai polmoni. Questa statistica è giustificata dalla mancanza di Nnal all’interno dei cosiddetti svapatori, a cui sono associate le percentuali inferiori di acroleina, acrilammide, acrilonitrile, butadiene e ossido di etilene.

Gli esperti consigliano la strategia migliore anti-fumo. È il presidente dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica Carmine Pinto ad suggerire quali comportamenti adottare per contrastare il fenomeno del fumo: un alleato importante possono essere proprio le e-cig. «Sarebbe importante cercare di smettere di fumare o anche non cominciare mai, ed è per questo che è fondamentale puntare sull’educazione ai corretti stili di vita soprattutto tra i giovani. Fatta questa premessa, i dati raccolti ci ricordano che il 25-30% dei fumatori possono produrre effetti positivi dall’utilizzo delle e-cig. Rischi potenziali per la salute potrebbero essere correlati all’utilizzo di e-cigarette con nicotina, che comunque non consideriamo innocue. È importante ricordare, infine, che non si conoscono effetti complessivi delle sigarette elettroniche sulla salute nel lungo periodo». Dati e statistiche propongono un’idea più chiara di quanto può essere più o meno dannosa l’esposizione alla nicotina o ai vapori delle e-cig, ma l’opinione pubblica non si è ancora espressa con chiarezza sui potenziali danni dei nuovi strumenti che sono stati messi sul mercato.

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