Viva la moda vintage, riecco i vecchi giochi

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Si rivalutano i vecchi giochi, il web da una marcia in più

C’erano una volta i cari, vecchi, bei giocattoli. C’erano quei passatempi così semplici, che allietavano i pomeriggi senza l’ausilio della tecnologia. C’erano i palloni, le macchinine, le Barbie, persino i giochi di società come Monopoli e Risiko. L’evoluzione tecnologica ha portato in cantina i giochi con cui sono cresciute le vecchie generazioni, generando una serie di “balocchi” 2.0. Le nuove generazioni sono infatti sempre più digital, sempre più alle prese con applicazioni e videogiochi. Eppure, basta pensare a 20 anni fa per capire l’evoluzione del gioco prima e della mentalità poi. Nonostante la tecnologia abbia accantonato i “vecchi” giocattoli, i trend di vendita sono tornati a crescere. A confermare il flusso positivo è l’Npd Retail Tracking Toys Italia, da cui si evince un incoraggiante +5% delle vendite di settore. Numeri interessanti per una nazione che riesce ancora a ricavare dal comparto quasi due miliardi di euro, secondo quanto conferma anche Assogiocattoli.

Nonostante i tempi siano cambiati, in Italia sussistono ancora 7200 imprese attive nel settore giocattoli, che danno lavoro a oltre 18mila addetti. Il primato spetta a Napoli, dove si concentra il 12,2% della produzione italiana, ma anche Roma si difende bene, con 570 imprese e quasi l’8% di prodotto. Positivo anche l’apporto di Milano e Torino, ma anche di città più piccole come Macerata. La sola Lombardia, secondi i dati Istat, vantava circa 1000 aziende specializzate nel settore dedicato ai più piccoli. Numeri che non fanno certo pensare ad una crisi, o meglio fanno pensare ad un “ritorno di fiamma” dei giocattoli tradizionali.

Il vintage tra i giocattoli riporta un trend molto interessante. Sono tornati in voga giochi come costruzioni e lego, utili anche a sviluppare una mente scientifica. Bambole e bambolotti sono sempre molto richiesti, ma con l’evoluzione tecnologica sono sempre più simili ai bebè, visto che i microchip migliorano le potenzialità del gioco. Il mercato online ha favorito la vendita di tutta una serie di prodotti che attirano l’attenzione non solo degli appassionati, ma anche dei collezionisti, che approfittano della rete per ampliare la propria collezione. Roma, Napoli e Milano possono anche vantare la presenza di diversi laboratori che riescono anche a dare nuova vita ai vecchi giocattoli. Il web, poi, da quella marcia in più e migliora il fatturato di un settore che trova nuova linfa. Con ogni probabilità, costruzioni e bambole non riusciranno più a superare le vendite dei videogames, di app e tablet per i più piccoli, ma questa moda vintage farà davvero piacere ai nostalgici dei bei tempi che furono.

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