La protesta dell'Alcoa prosegue: oggi a Roma e a rischio più di 500 operai

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ROMA, 10 SETTEMBRESi spostano a Roma gli operai dello stabilimento dell’Alcoa. Muniti di bombe carta, si sono prefissati come ultima tappa la sede del Ministero dello sviluppo sito in via Molise, ove per le 12 era previsto un vertice tra governo, sindacati, rappresentanti della multinazionale statunitense e Regione.

L’Alcoa è un’azienda americana, terza nel mondo per la produzione dell’alluminio che ha creato negli anni unità produttive con sede a Fusina (Venezia) e a Portovesme (Sardegna). Quest’ultima è già dagli inizi del 2012 che rischia la chiusura definitiva in virtù di un piano di ristrutturazione globale dell’azienda. A rischio sono più di 500 operai. Durante le proteste un manifestante è rimasto ferito per evitare una bomba carta che stava per esplodere ed è stato soccorso degli agenti della polizia.

La Fornero, così come Michele Bonanni, leader della Cisl, si sono espressi a favore della sostenibilità economica di questi posti di lavoro a rischio. Soprattutto Bonanni ha posto accenti gravi sulla possibilità di realizzare energia a basso costo perché spesso sono proprio i costi di quest’ultima che scongiurano il fallimento di un’azienda. In attesa di un riscontro  del vertice le manifestazioni proseguiranno fino alle 20.

Filice Alessandra

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