Spettacolo shock nel centro di Roma: vivisezione dal vivo

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ROMA, 16 Giugno – Attivisti travestiti da chirurghi, un lettino da vivisezione e una cavia umana come animale. Così ieri in pieno centro a Roma, un negozio della catena “Lush” famoso per la vendita di cosmetici non testati sugli animali e dunque cruelty free, con la partecipazione di alcuni animalisti è stata messa in scena una simulazione di test sugli animali. L’iniziativa è stata organizzata dalla catena dei cosmetici “freschi” e da “Occupy Green Hill”, il movimento per la liberazione dei beagle detenuti nello stabilimento di Montichiari, per fermare queste torture.

Si chiama Occupy Green Hill il movimento che ha voluto mostrare alle persone come avviene la sperimentazione per i test su cani, conigli o scimmie. A sottoporsi al trattamento c’era Noemi Capponi, una 30enne romana che crede molto in questo movimento animalista. Tra i test somministrati alla ragazza, vestita di una tuta aderente color pelle, tre esperimenti crudeli per testare il grado di irritazione della pelle e degli occhi: solo i nomi danno i brividi, ma c’è di più: l’ eye test, di solito effettuato sui conigli serve a verificare il livello di irritazione generato dal contatto con l’occhio di una sostanza. E ancora lo skin draize-test, un test per misurare il livello di irritazione della pelle al contatto con una determinata sostanza chimica. E infine quello più pericoloso, ovvero l’LD50, un test di tossicità per via orale, che per il 50 % degli animali si rivela letale.

L’evento ha voluto anticipare di qualche giorno il grande corteo del 16 giugno, organizzato da OccupyGreenHill e Coordinamento Antispecista del Lazio, “che porterà nella capitale le ragioni di chi da anni si batte per la fine di una pratica violenta come la vivisezione e per chiedere l’immediata chiusura di Green Hill, l’allevamento di beagle di Montichiari, nel bresciano, dal quale ogni mese oltre 250 cani partono per andare a morire nei laboratori di vivisezione di tutta Europa”, dicono le associazioni.

Plauso dalla Federazione Associazioni Diritti Animali e Ambiente: “Ringraziamo chi ha voluto rappresentare con tanta immediatezza uno spaccato di quella che è la realtà atroce della vivisezione, informando direttamente i cittadini”. La Federazione insiste quindi sulla necessità di approvare “l’ attuale versione dell’art.14 della legge comunitaria – che vieta l’allevamento sul territorio nazionale l’allevamento di cani, gatti e primati destinati alla sperimentazione in vivo ed impone l’uso dell’anestesia o analgesia negli esperimenti”. Secondo le associazioni, nel triennio 2007-2009 in Italia sono stati usati 2.602.773 animali per sperimentazione nella sola Italia, “questo significa che ogni giorno 2.376 animali iniziano il percorso di torture dentro un laboratorio”.

Antonia Silvestro

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