Aggressione Alberto Bonanni: condannati per tentato omicidio D’Alisse e Perrozzi

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ROMA, 21 Maggio – Al termine del giudizio con rito abbreviato, il pm Anna Maria Fattori ha condannato Carmine D’Alisse e Christian Perrozzi a nove anni di reclusione per tentato omicidio aggravato per futili motivi. I due sono accusati dell’aggressione al musicista Alberto Bonanni nel giugno del 2011, presso il quartiere romano di Rione Monti. Bonanni si trova ancora in stato di coma vegetativo.

Emiliano Brugnoli, Brian Bottigliero, Massimiliano Di Perna e Mario Biscossi, gli altri quattro imputati che secondo l’accusa avrebbero partecipato all’invettiva, sono stati rinviati in giudizio e il processo avrà inizio in data 26 settembre. Il pm Silvia Sereni aveva chiesto per i due condannati dieci anni di reclusione, ma l’aggravante per crudeltà è stata infine fatta decadere. Nel capo d’imputazione, infatti, le azioni commesse contro il giovane musicista vengono descritte come “atti idonei diretti in modo non equivoco a cagionare la morte di Bonanni, sottoponendolo lo stesso a un prolungato pestaggio, per futili motivi, con pugni, calci ed uso di un corpo contundente (un casco da motociclista)”.

Nei confronti della vittima, pertanto, è stato previsto un risarcimento di 90mila euro come provvisionale immediatamente esecutiva, 50mila euro per i genitori e 30mila per la sorella di Bonanni. La famiglia e gli avvocati del ragazzo si dichiarano contenti del risultato ottenuto, sottolineando come una simile condanna possa risuonare come monito a non utilizzare la violenza come semplicistica risposta a qualche schiamazzo di troppo sotto casa. Questo, infatti, sarebbe stato il movente dell’avvenuta aggressione. Di parere contrario si dimostra l’avvocato difensore dei due condannati, Fabrizio Gallo, che considera la pena senza dubbio molto pesante, priva di alcuna attenuante e considerazione sulle pregresse condizioni di salute di Bonanni. Dichiara che verrà di certo proposto un appello, convinto che la contestazione di tentato omicidio non sia quella giusta.

Elena Aceto

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