Il 90% dei negozi cinesi a Roma evade il fisco

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ROMA, 20 Maggio – Evasione fiscale totale nei negozi cinesi a Roma. La Guardia di Finanza ha eseguito 245 controlli sul rilascio del tagliandino dopo l’acquisto di un prodotto e della ricevuta fiscale che segue dopo un pasto a base di pollo alle mandorle e involtini primavera. Il risultato è stato scoraggiante, ma prevedibile: il 90% dei esercizi commerciali evade il fisco. Ben 216 controlli su 245 hanno colpito nel segno, una percentuale pari all’88,16. Un fenomeno in crescita, seppure lieve, considerato che nel primo quadrimestre del 2011 il dato era dell’85,54%. Le analisi patrimoniali delle Fiamme Gialle hanno messo in evidenza “il sistematico disallineamento fra la ricchezza posseduta” e il reddito dichiarato. All’Esquilino, tanto per fare un esempio, 35 imprese su cento dichiarano un volume d’affari inesistente, gli altri 65 non superano i ventimila euro. Per quanto riguarda, poi, il reddito imponibile, il 95% delle aziende dichiara meno di 20 mila euro.

Nel mirino dei finanzieri è finito anche il settore della contraffazione. Sempre nello stesso periodo, sono stati sequestrati più di tre milioni di prodotti taroccati e in tutto il 2011 erano stati quasi 17 milioni. Si va dalle borse griffate Prada o Vuitton, al cd  o al dvd con film ancora nelle sale. I cinesi, che nella Capitale sono ufficialmente 20 mila, usano soprattutto denaro contante e ricorrono raramente a banche o società finanziarie. Tanto è vero che l’anno scorso sono state confiscate banconote per un valore di 200 mila euro e denunciate 243 persone. Gli uomini e le donne arrivati dalle province più povere della Repubblica Popolare vivono al Casilino, Tiburtino, Prenestino, Centocelle e Commercity. Ma la maggior parte dei cinesi sono concentrati all’Esquilino. Hanno cominciato con ristoranti tradizionali e sartorie. Negli ultimi anni, però, il volto orientale del quartiere è cambiato. Il commercio rappresenta il 70% delle attività della comunità. Ai ristoranti si sono aggiunti bar, money transfer e molti negozi. Il Lazio non è comunque la regione italiane a più alta densità cinese. In Lombardia sono 55mila, 42mila in Toscana, 35mila in Veneto e 28mila in Emilia Romagna.

Valentina Ferrari

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