Giulio Andreotti lascia il Gemelli in buone condizioni

Home»Roma»Cronaca»Giulio Andreotti lascia il Gemelli in buone condizioni

ROMA, 17 Maggio – Dopo 13 giorni dal ricovero d’urgenza, Giulio Andreotti è stato dimesso dal Policlinico universitario Gemelli. La prognosi è stata sciolta il 10 maggio, le condizioni del Senatore 93enne si sono ristabilite permettendogli di fare ritorno nella sua abitazione.  A comunicarlo è stato lo stesso Policlinico.

Giulio Andreotti era stato ricoverato giovedì 3 maggio presso il Dea del Gemelli a seguito di una crisi cardiaca successiva a una infezione respiratoria ora completamente risolta. Il Sentaore era arrivato in codice rosso al pronto soccorso del Policlinico intorno all’ora di pranzo, le sue condizioni erano state definite “severe ma stabili” con prognosi riservata.  La notizia della sua guarigione è stata accolta con un lungo applauso dall’Aula del Senato. Ad annunciarla il presidente Renato Schifani che, a nome dell’Assemblea, ha fatto gli auguri per una pronta guarigione. Accanto al Senatore i figli Stefano e Serena, felici di riavere il padre a casa in condizioni “quasi perfette” nonostante l’età.

Passata la crisi, Andreotti si è ripreso in modo repentino, a testimoniarlo: il suo inconfondibile humour. Il genero, Marco Ravaglioli racconta : “Quando gli hanno fatto notare che la sua stanza era la numero 17 il Senatore ha commentato dicendo di non essere superstizioso”. Già il giorno successivo al ricovero, avvenuto d’urgenza, le condizione del Senatore erano in miglioramento. La prognosi viene sciolta il 10 maggio quando “i parametri vitali – recitava il bollettino – si sono normalizzati, non necessitando più di alcun supporto ventilatorio. Il paziente ha ripreso ad alimentarsi regolarmente e ha iniziato un programma di riabilitazione. La prognosi non è più riservata”. Ieri, 16 maggio, le dimissioni.

Antonia Silvestro

Share Button

Leave a Reply

Your email address will not be published.

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.