25 Aprile è di tutti, Napolitano esorta all’unità per superare la crisi

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ROMA, 25 Aprile – Anche quest’anno non sono mancate le tensioni tra le istituzioni laziali sulla festa del 25 Aprile. Stavolta, a scatenare le polemiche è stata l’Associazione nazionale partigiani (Anpi), che al corteo di questa mattina, che sfilerà fino a Porta San Paolo, luogo simbolo della Resistenza romana, non aveva invitato nessuno tra il sindaco di Roma Gianni Alemanno, il presidente della Provincia Nicola Zingaretti e il presidente della Regione Renata Polverini.

A lanciare un segnale di unità ci ha pensato prontamente il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, richiamando l’attenzione sull’importanza del 67esimo anniversario della liberazione dal nazifascismo, una “festa di tutto il popolo e la nazione italiana”. Napolitano, infatti, aprendo ieri le celebrazioni, ha chiamato a partecipare al Colle il presidente dell’Anpi Vito Francesco Polcaro e le istituzioni escluse. “Nessuna ricaduta in visioni ristrette e divisive del passato, dopo lo sforzo paziente compiuto per superarle, è oggi ammissibile”. E pensando alla crisi e al futuro, Napolitano guarda all’Unione Europea, perché in quella sede “si operino riequilibri e si adottino indirizzi essenziali per promuovere crescita e occupazione in tutta l’area dell’euro”. Così, ribadisce il bisogno di essere uniti “per affrontare con successo le gravi difficoltà finanziarie, economiche e sociali”.

Infine, l’invito al corteo da parte dell’Anpi è arrivato alla presidente della Regione, ma non ad Alemanno, che è comunque impegnato con le cerimonie istituzionali: dalla deposizione di una corona d’alloro all’Altare della Patria alle visite, insieme al premier Mario Monti, a via Tasso e alle Fosse Ardeatine.

Martina Bezzini

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