La tomba di Enrico De Pedis verrà ispezionata e traslata nel cimitero di Prima Porta

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ROMA, 25 Aprile – Proviene dalla Procura di Roma la decisione di procedere alla riapertura e alla conseguente ispezione della tomba di Enrico “Renatino” De Pedis, il boss conclamato della Banda della Magliana, la cui salma giace nella basilica romana di Sant’Apollinare, nei pressi di Piazza Navona. La decisione arriva in seguito alla nomina a procuratore dirigente di Giuseppe Pignatone, a cui si deve l’adozione di una nuova linea, che prevede l’apertura del sepolcro, opzione finora esclusa dalle indagini.

Stando alle informazioni provenienti dalla Procura, è prevista per la fine di maggio la traslazione della salma nel cimitero romano di Prima Porta. L’evento è stato accolto con favore da Walter Veltroni, secondo cui si tratterebbe di una «svolta che era necessaria e che stavamo aspettando da tempo». Come ricorda lo stesso ex sindaco in una nota, su De Pedis grava ancora la pesante accusa di omicidio della giovanissima Emanuela Orlandi, figlia di un dipendente del Vaticano, la cui scomparsa risale al 1983. La presenza della salma di De Pedis in un luogo sacro è, secondo Veltroni, «un vero scandalo prima di tutto davanti alle coscienze dei fedeli e di tutti i cittadini».

La tomba dell’ultimo capo di una delle più efferate organizzazioni criminali del secondo Novecento all’interno della Basilica di Sant’Apollinare ha rappresentato un motivo di imbarazzo sia per il Vaticano che per il parroco don Pedro Huidobro Vega, che ha dovuto fare i conti con il continuo flusso di turisti che volessero fotografare la tomba. La volontà del Vaticano di trovare una nuova sistemazione alla salma di De Pedis sta per avere un riscontro concreto: a breve, nel Palazzo del Vicariato, si terrà un incontro decisivo, al quale prenderanno parte i vertici della Gendarmeria vaticana ed alcuni esponenti delle autorità italiane.

Vincenza Accardi

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