Bimbo scomparso a Teramo: il padre in fuga si consegna ai Carabinieri di Pomezia

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ROMA, 24 Marzo – Si e’ consegnato ai Carabinieri di Pomezia l’uomo scomparso circa due settimane fa insieme al figlio di 3 anni da Valle Castellana, in provincia di Teramo: Yuri D’Angelo, di 29 anni, sarebbe fuggito volontariamente dopo aver appreso che il Tribunale per i Minori aveva concesso alla sua ex, una donna residente in Grecia, l’affidamento del piccolo.

Soltanto ieri la vicenda era stata al centro di ben due trasmissioni televisive: durante il programma Pomeriggio 5, era infatti andato in onda lo scontro tra Evangelia Elisavet Lazari, madre del bambino, e Santina Mucci, zia di Yuri, che accusava la donna greca, difendendo al contrario la scelta del nipote di fuggire con il figlio: “Dov’eri in questi tre anni? Il piccolo non ti conosce. – avrebbe infatti detto la Mucci – Ma lo sai almeno chi chiamava ‘mamma’ il bambino? La nonna. Non si ricorda di te, perché vuoi portarlo in Grecia?”. Invece la Lazari ha poi lanciato un accorato appello durante la puntata di Quarto Grado, in diretta su Retequattro in prima serata, in cui ha affermato: Mi manca il suo abbraccio, mi manca di giocare con lui, di cantare con lui e fare una passeggiata insieme. Vedo le altre mamme con i figli e soffro, soffro….  Non posso dire altro”. Poi si è rivolta, in lacrime, al padre del bambino : “Voglio mio figlio. Yuri  riportami mio figlio, non siamo nemici. Il Tribunale ha preso una decisione, ma io non voglio portarti via il bambino per sempre. Ma anche io voglio mio figlio. Ho bisogno di lui. Io sono la mamma. Che altro può volere una mamma? Vuole suo figlio, nient’altro”.

La vicenda si è comunque conclusa nel migliore dei modi e il procuratore della Repubblica di Ascoli Piceno, titolare dell’inchiesta, Michele Renzo ha così espresso la sua soddisfazione: ” Siamo soddisfatti di quello che abbiamo fatto per l’incolumita’ del bambino, preservando nel complesso la riservatezza delle ricerche e dell’attivita’ di indagine svolta con l’Arma dei carabinieri”.

Chiara Cavaterra

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