Caso Maricica: pm chiede 20 anni di carcere per Alessio Burtone

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ROMA, 6 Marzo – La procura di Roma ha chiesto 20 anni di reclusione per Alessio Burtone, il ventiduenne romano che, l’8 ottobre 2010, ha colpito con un pugno l’infermiera romena Maricica Hahaianu, causandone la morte dopo sei giorni di coma. A Burtone viene contestato il reato di omicidio preterintenzionale aggravato da futili motivi.

A richiedere la pena è il pm Antonio Calaresu: per il pm, infatti, sarebbe stato proprio il colpo scagliato da Burtone a provocare la frattura alla testa che ha portato al decesso dell’infermiera. I fatti si svolsero nella stazione Anagnina di Roma, dopo un diverbio nato ad un bar per una questione di fila. La sentenza è attesa per il 16 marzo. Nell’ultima udienza, Burtone avrebbe affermato di aver scagliato il colpo per difendersi: “Era piccola, minuta, rispetto a me, ma continuava a offendere, ad alzare le mani, la sua insistenza – dice Burtone – mi ha fatto pensare che potesse essere armata così mentre stava mettendo le mani in tasca mi è partita la manata”.

Durante la requisitoria, durata oltre due ore, la pubblica accusa ha ricostruito quello che accadde tra Maricica e Burtone fino al momento della lite e la successiva morte della donna. Secondo Calaresu, Burtone avrebbe colpito la donna con un pugno “diretto e violento da esperto boxeur”, in questo modo avrebbe fatto cadere la donna all’indietro, causandole un “trauma all’occipite di tipo fratturativo ed emorragico”, che ha portato la donna al coma. Non viene auspicata nemmeno nessuna attenuante, nemmeno il fatto che Burtone sia incensurato può venirgli incontro. Per il pm i carichi pendenti per simili fatti avvenuti nel 2010 il sorriso fatto da Burtone durante l’arresto, stanno a significare che Burtone, in realtà, non ha nessuna consapevolezza di quello che ha fatto e “non ha mai chiesto scusa, rammaricandosi per aver provocato la morte di una donna, di una madre”.

Nessun dubbio nei confronti del lavoro svolto dai medici che hanno curato Maricica, come avanzavano i legali di Burtone. Per il pm “Maricica è stata correttamente trattata dai medici: non ci sono elementi per dedurre il contrario”. Maricica, infatti, arrivò all’ospedale già in stato di coma e con lesioni cerebrali irreversibili.

Augusto D’Amante

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