Catricalà: nessun referendum sulla Tav, il governo va avanti

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ROMA, 5 Marzo – Giornata tranquilla ieri sul fronte No tav, dopo le tensioni di sabato. In Val di Susa la protesta prosegue con un nuovo appuntamento a Giaglione (Torino) dove attivisti e simpatizzanti del movimento si sono radunati per una “polentata”. L’iniziativa, questa volta pacifica, prevede anche una “passeggiata” verso la vicina Valle Clarea, la zona che da lunedì scorso risulta inclusa nelle nuove recinzioni del cantiere della futura linea ferroviaria.

Intanto il governo chiarisce che non ci sarà alcuna consultazione referendaria in Val di Susa sulla Tav, ipotesi che circolava da diversi giorni. Ad affermarlo è il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, intervistato da Maria Latella su SkyTg24. “Non credo che faremo un referendum su una vicenda cosi evidente e di importanza nazionale. È chiaro che il confronto con le istituzioni, a ogni livello, proseguirà. Forse – ha aggiunto Catricalà – quello che noi dobbiamo migliorare è la comunicazione sull’importanza di questa opera, che è prioritaria per lo sviluppo della nostra economia”.

Riguardo al progetto della ferrovia ad alta velocità, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio precisa che “è stato riconsiderato completamente, lo abbiamo riesaminato dal punto di vista giuridico, sociale e ambientale. Non ci sono punti oscuri.” Inoltre, “abbiamo il dovere morale, politico e civico di portarlo avanti per non essere allontanati dall’Europa e da una credibilità che abbiamo riconquistato con estrema difficoltà.” Catricalà non ha nascosto il timore di fondo che attorno alla protesta si possano aggregare “forze che non sono solo quelle della ragionevolezza, ma anche del contrasto in sé e quindi anche della forza contro la democrazia”.

Sulla questione Tav, che da giorni sta infiammando il dibattito politico, è intervenuto anche il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini. “Molte comunità locali sono a favore dell’alta velocità” ha detto il ministro in un’intervista al Messaggero, sottolineando al tempo stesso che “i rischi per l’ambiente sono stati minimizzati e i vantaggi ambientali sono superiori e migliorano la situazione che ora poggia su un rete ferroviaria costruita nel 1857.” Quando al movimento No Tav, secondo Clini “ha perso la connotazione di movimento legato a un progetto ed è diventato il simbolo di una identità politica antagonista.”

Francesca Garreffa

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