Roma: donna tenta il suicidio dal palazzo della Procura

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ROMA, 2 Marzo – Una donna ha minacciato ieri di buttarsi dal settimo piano del palazzo di Giustizia a Roma: soltanto dopo un’ora di trattative, i vigili del fuoco sono riusciti a convincerla a desistere dal suo intento, mettendola in salvo. La donna in questione, che ha deciso di salire sul cornicione delle finestre adiacenti alla sala intercettazioni della Procura della Repubblica di Roma, è Emilia Parisi Halfon, moglie di un facoltoso commerciante romano e in passato legata anche al vedovo della contessa Alberica Filo della Torre, Pietro Mattei. La motivazione del gesto estremo sarebbe stata il nuovo prolungamento della causa in cui è parte lesa: “Da 25 anni cerco giustizia” ha infatti urlato ripetutamente la donna, che poi ha aggiunto “voglio parlare con il giudice e il pm che hanno seguito il mio caso… Voglio giustizia”.

Per convincerla a rientrare, oltre alle autorità competenti, sono intervenuti magistrati come il presidente della Corte d’Appello, Giorgio Santacroce, il procuratore reggente, Giancarlo Capaldo, il procuratore aggiunto, Francesco Caporale, e Luca Palamara, fino a pochi giorni fa presidente dell’Anm. Quest’ultimo ha successivamente affermato: «Abbiamo cercato di calmarla… oggi c’è stata un’altra udienza e le sue richiesta sono state ignorate». Nel frattempo i vigili del fuoco, giunti a piazzale Clodio, avevano prontamente installato un gonfiabile proprio sotto la finestra e avevano esortato più volte la donna a non compiere gesti inconsulti. Infine, dopo un’ora di proteste e a seguito dell’intervento anche dei carabinieri di palazzo di Giustizia, la Halfon ha deciso di ascoltare i soccorritori ed è rientrata da una delle finestre.

Chiara Cavaterra

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