Regione Lazio: sostegno economico al figlio del parà Roberto Valente morto in Afghanistan

Home»Roma»Cronaca»Regione Lazio: sostegno economico al figlio del parà Roberto Valente morto in Afghanistan

ROMA 21 Febbraio – Oggi si è riunito il Consiglio della Regione Lazio presieduto dal presidente Mario Abbruzzese. La cerimonia tenuta nella sala Mechelli del Consiglio regionale, si è svolta in ricordo del sergente maggiore Roberto Valente ucciso in Afghanistan il 17 settembre 2009. Era presente anche Enzo Bernardi presidente dell’Associazione degli ex consiglieri.

I due presidenti hanno donato un contributo economico alla signora Stefania Giannattasio, vedova di Valente. I due assegni di 10 mila euro ciascuno serviranno a sostenere gli studi del piccolo Simone, figlio del paracadutista della Folgore dell’esercito Italiano, reparto cui apparteneva il sergente Valente. “Si tratta di un piccolo contributo a sostegno dell’Unità nazionale, della bandiera italiana, per non dimenticare chi ci ha rimesso la vita per quei valori. Sono gli stessi valori che pervadono la nostra associazione e ai quali non rinunceremo mai”. Così ai presenti, il presidente dell’associazione Enzo Bernardi che inoltre ha sottolineato come “l’incontro sia stato voluto senza particolari proclami, con la necessaria modestia di un’associazione come la nostra. Un ricordo dovuto per questo ragazzo”.

Alla cerimonia è intervenuta anche Isabella Rauti, consigliere membro dell’ufficio di presidenza del Consiglio, la quale ha ricordato che “la nostra opera in missione si manifesta in atti concreti per la pace, per la sicurezza, per la creazione di infrastrutture, scuole e formazione, ma anche in rispetto e difesa dei diritti umani e delle donne. Troppo spesso si parla di Afghanistan solo per eventi drammatici, occorrerebbe invece parlare di più delle attività che i nostri ragazzi svolgono quotidianamente per migliorare le condizioni di vita delle donne e degli uomini di quel paese, oggi nel pieno del processo di transizione”.

Stefania Giannattasio ha ringraziato tutti coloro che hanno voluto ricordare suo marito attraverso questa iniziativa, esprimendo gratitudine e riconoscenza “per aver contribuito fattivamente – ha detto – al futuro di mio figlio, privato a soli due anni di ciò che più caro c’è al mondo. Oggi più che mai ho la consapevolezza che il sacrificio non sarà stato vano se c’è ancora chi crede in un domani migliore. Mio marito – ha concluso commossa – era fiero di appartenere al 187° reggimento e di servire il proprio Paese”. Abbruzzese ha chiuso il suo intervento con l’auspicio che questo “gesto di vicinanza e di sostegno alle famiglie dei nostri militari possa istituzionalizzarsi, garantendo la maggior attenzione possibile anche a tanti altri ragazzi e a tante altre famiglie che hanno perso i propri cari in missione”.

Marzia Fanciulli

Share Button

Leave a Reply

Your email address will not be published.

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.