Venti anni fa mani pulite, oggi è cambiato qualcosa?

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ROMA, 17 Febbraio – Nel giorno del 20° anniversario di Mani Pulite, Luigi Giampaolino, presidente della Corte dei Conti lancia un l’allarme: “Illegalità, corruzione, malaffare sono fenomeni ancora presenti nel nostro Paese e le sue dimensioni sono superiori a quelle che vengono alla luce”. E inoltre afferma che la corruzione costa all’Italia “ben 60 miliardi l’anno”.

Era il 1992 quando scoppiò lo scandalo sui rapporti, fin troppo amichevoli, tra affari, politica, economia e istituzioni. La cosa grave è che a vent’anni da quel fattaccio siamo ancora nella stessa situazione. A denunciare il fatto è il presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, alla cerimonia d’inaugurazione dei magistrati contabili. “Illegalità, corruzione e malaffare sono ancora presenti nel nostro Paese e le sue dimensioni sono di gran lunga superiore a quelle che vengono alla luce”: queste le parole forti del presidente, parole che fanno riflettere ma anche parole che rispecchiano la dura realtà della nostra nazione. Parole, tra l’altro, dette davanti al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a quello della Corte Costituzionale Alfonso Quaranta e al ministro della giustizia Paola Severino. E davanti ai microfoni dei giornalisti, Giampaolino è ancora più esplicito e afferma “la battaglia contro la corruzione è fallita. Serviva una riforma della pubblica Amministrazione.”

Ma il danno italiano riguarda anche, e soprattutto l’economia del Paese. La relazione del procuratore generale, fatta dal sostituto Maria Teresa Arganelli, spiega che la corruzione in Italia è stimata intorno ai 60 miliardi di euro che equivalgono al 50% dell’intero giro di corruzione di tutta Europa. Solo nel 2011 i casi di corruzione accertati sono stati 184, 133 di concussione e 1.160 di abuso d’ufficio. Le persone denunciate, tra Carabinieri, Guarda di Finanza e Agenti Forestali, sono state 4.064 ma le cifre che la Corte dei Conti riesce a recuperare sono niente rispetto ai 60 miliardi trafugati.

Altro problema del nostro Paese, denuncia Giampaolino, è l’evasione fiscale. “per la sola Iva c’è un tax gap (percentuale di tasse non pagate in tempo) del 36%, dato di gran lunga superiore rispetto agli altri paesi Europei”.  Solo la Spagna ci batte in questa classifica al contrario con il suo 39% ma questo secondo posto non ci deve riempire d’orgoglio anzi, ci deve dare la forza per invertire la rotta ma per farlo c’è bisogno della collaborazione di tutti a partire dalla Pubblica Amministrazione. A conclusione del suo discorso, Giampaolino afferma: “la lotta all’evasione deve essere accompagnata dalla lotta allo sperpero di denaro pubblico”.

Francesco Cianni

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