Quote rosa: botta e risposta tra Fornero e Alemanno

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ROMA, 1 Febbraio – Il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Elsa Fornero scrive una lettera al sindaco di Roma, Gianni Alemanno, per invitarlo a riflettere sul mancato rispetto della rappresentanza femminile nella giunta comunale, le cosiddette quote rosa. Infatti sono solo due le donne: Sveva Belviso vicesindaco e Rosella Sensi.

La lettera: «La rappresentanza femminile in tutti gli organismi di Governo – si legge nel testo del ministro al sindaco Alemanno – è un tema delicato e che provoca molta attenzione. Non le sfugge che il punto è rilevante anche per me e non posso perciò non chiederle una riflessione sul punto e, in particolare, sulla composizione della sua Giunta. È solo grazie ai comportamenti di ognuno di noi – scrive ancora il ministro – che possiamo pensare di aiutare il nostro Paese, è solo con l’esempio che possiamo seriamente pensare di migliorarlo. Certo che non vorrà lasciare inascoltate le tante voci che le chiedono di offrire a Roma, alla capitale dell’Italia, una presenza equilibrata tra donne e uomini nell’amministrazione comunale».

Non è mancata la replica del sindaco Alemanno:“La ringrazio per la sua cortese lettera e per l’attenzione che ci riserva. Le posso garantire che il problema della rappresentanza femminile è da sempre al centro della mia attenzione e delle mie riflessioni. Purtroppo, come forse lei non saprà, il deficit di rappresentanza femminile si riflette direttamente dalla nostra Assemblea capitolina dove su 60 consiglieri sono state solo 4 le elette in tutti gli schieramenti, ovvero meno del 7%. La necessità di contemperare la rappresentanza di genere con la rappresentanza elettorale non mi ha permesso, allo stato attuale, di inserire più di 2 donne in una Giunta composta da 12 assessori, ovvero quasi il 17% di presenza femminile, cioè più del doppio della percentuale di rappresentanza presente in Assemblea capitolina. Questa riflessione non può, però, essere limitata solo alla città di Roma perché tale lettura parziale potrebbe assumere un’interpretazione strumentale. Infatti, nei Comuni la media delle donne elette in Consiglio non arriva al 12% mentre nelle Giunte non supera il 18%. Potrei inoltre osservare che anche nel suo Governo il numero delle donne nominate ministro è di 3 su 18, ovvero lo stesso rapporto della mia Giunta”.

La lettera di Alemanno si conclude con una proposta di legge sulle pari opportunità cioè una legge che stabilisca in maniera precisa e preventiva la parità di rappresentanza al governo.

Valentina Ferrari

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