Polemiche sull’omicidio del Divino Amore

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ROMA, 31 Gennaio – Giustiziato con quattro colpi di pistola e poi bruciato. È morto così l’uomo ritrovato carbonizzato in una buca in aperta campagna nella zona del Divino Amore. L’ autopsia ha chiarito almeno la modalità del delitto: quattro colpi di pistola per poi bruciare il cadavere per cancellare ogni traccia.

Ora dai Ris invece si attendono riscontri sui bossoli ritrovati accanto al cadavere, potrebbero essere importanti per capire quale arma abbia sparato e soprattutto se l’arma è la stessa usata per gli omicidi legati alla guerra tra bande che sta insanguinando Roma. In questo caso la pista della droga diventerebbe quella principale.

È stato ascoltato a lungo il contadino che ha ritrovato il cadavere. Il suo atteggiamento è stato da subito molto collaborativo e sul suo racconto non vengono avanzati dubbi. Interrogati anche molti operai della zona, allo scopo di capire se hanno visto o sentito qualcosa che possa indirizzare le indagini.

Polemiche

 “E’ incredibile eppure registriamo un altro morto ammazzato e poi bruciato nella periferia della Capitale. Una vera e propria esecuzione, un crimine efferato a dimostrazione di come la violenza e la criminalità spadroneggino nella Roma di Alemanno, una città senza più controllo”. attacca Marco Miccoli, segretario del Pd di Roma “Continua la lunga scia di sangue che ha colpito la nostra città nello scorso anno l’emergenza criminalità ha raggiunto livelli altissimi e davvero preoccupanti.
Paghiamo il prezzo di quasi quattro anni buttati in spot sulla sicurezza e statistiche sconclusionate. La città inesistente che Alemanno e il governo Bossi-Berlusconi raccontavano ora è tragicamente sotto gli occhi di tutti. Ci vorranno anni per recuperare i fallimenti di una destra incapace e fallimentare”.

Ribatte il delegato del sindaco alla Sicurezza Giorgio Ciardi: “Il fango scagliato da Miccoli sistematicamente inizia a essere troppo. Abbiamo spiegato a chiare lettere i compiti delle diverse istituzioni che debbono presiedere alla tutela della sicurezza e dell’ordine pubblico al solito segretario del Pd romano, che dimostra di non aver ancora capito come funziona il nostro ordinamento giuridico. Non vorremmo che l’indegno, reiterato attacco al sindaco Alemanno, anche di fronte a quanto più volte ribadito, possa nascondere un’accusa al lavoro fatto ogni giorno in modo generoso e straordinario dalle forze dell’ordine, dalla magistratura, da tutte le istituzioni impegnate nella tutela dell’ordine pubblico, o una sua mania di protagonismo. In entrambi i casi questo è davvero troppo”.

Valentina Ferrari

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