Contestato da un gruppo di studenti il ministro Profumo all’Università Roma Tre

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ROMA, 27 Gennaio – Si è tenuta ieri mattina nell’aula magna della Facoltà di Lettere la cerimonia di inaugurazione del XX anno accademico dell’Università Roma Tre. Il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo ha preso parte all’evento insieme ad altre importanti personalità del mondo politico tra le quali l’ex premier Romano Prodi e il sindaco di Roma Gianni Alemanno. Nel corso della manifestazione è stato però contestato da un gruppo di studenti dei collettivi universitari che hanno accolto il ministro con fischi e cartelli. “C’è profumo di austerity”, “Le nostre lauree diventeranno carta straccia”, “Prestito d’onore uguale regalo alle banche” si poteva leggere su alcuni cartelloni esposti dai collettivi. Non sono stati risparmiati dalle contestazioni neanche Romano Prodi e il sindaco Alemanno, invitati a servirsi dei mezzi pubblici anziché utilizzare le auto blu.

Il timore principale espresso dagli studenti è che il ministro Profumo, al quale tra le altre cose viene contestato il fatto di non aver ancora rassegnato le dimissioni da direttore del CNR, non faccia altro che seguire le orme del precedente governo, e in particolare del ministro Gelmini che aveva aperto la strada all’ingresso delle aziende nelle università. Ma i timori riguardano anche le recenti proposte sull’abolizione del valore legale del titolo di studio e lo smantellamento del sistema del diritto allo studio: si chiede infatti il ritiro dei tagli al Fondo di Finanziamento Ordinario attuati dal precedente governo e alle risorse stanziate per le borse di studio. “La politica di Profumo è in diretta continuità con i tagli del duo Gelmini-Tremonti. Ha addirittura anticipato la riforma dell’ex ministro, facendo entrare nell’ateneo piemontese oltre duecento aziende” ha spiegato uno studente.

Al termine della manifestazione, una delegazione di studenti ha consegnato una lettera al ministro Profumo “evidenziando malcontento e preoccupazione per la situazione universitaria italiana” e chiedendo al nuovo governo “risposte certe e un cambio di rotta rispetto alla Gelmini”. “Io modello Gelmini? Semmai sono un modello Profumo. Ho gestito un’università di qualità. I nostri laureati andranno a lavorare in alcune grandi aziende, penso quindi che una connessione scuola-lavoro sia un elemento essenziale per la crescita del Paese. Nessuna impresa però è entrata nel Politecnico di Torino” ha spiegato il ministro dell’Istruzione, che si è anche detto disponibile a dialogare con gli studenti e a ragionare insieme a loro sulle istanze presentate.

Francesca Garreffa

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