Giorgio Napolitano premia l’eccellenza delle aziende ma ricorda: “Il lavoro non sia un privilegio, ma la normalità”.

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ROMA, 25 Gennaio – Lavoro, qualità e coesione sociale. Questa la ricetta del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per il rilancio del belpaese nel mondo. Alla consegna del premio  Leonardo 2011 per l’eccellenza del made in Italy, svoltasi stamane al Quirinale, Napolitano risponde con augurio a Federica Giorgi, giovane premiata del gruppo Gucci, che pochi minuti prima aveva dichiarato di ritenersi una privilegiata “per il solo fatto di avere un lavoro”.

Il Presidente della Repubblica ha voluto soffermarsi su questo punto, avanzando la speranza di un domani in cui il lavoro giovanile torni ad essere la norma e non un’eccezione. Per Napolitano il lavoro sarebbe dunque un punto chiave della ricetta per il rilancio dell’Italia nel mondo, insieme alla ricerca, l’innovazione tecnologica e alla produzione di qualità. Ma non solo. Il Presidente della Repubblica ha voluto aggiungere un quarto elemento, la coesione sociale, come punto cardine del rinnovo del paese. Anche qui, il tema non è casuale. Da qualche giorno, infatti, la polemica sulla validità dello “ius soli” si è caricata di nuovo vigore.  Napolitano si è congratulato stamattina con la provincia di Pesaro – Urbino per aver deciso di concedere la cittadinanza onoraria ai figli degli stranieri immigrati nel territorio.  La stessa platea è stata utilizzata da Mario Draghi, presidente della Banca Centrale Europea, per porre l’accento sull’importanza delle riforme in questo difficile cammino di rinnovamento del Bel Paese.

Il futuro di cui parla Napolitano non sembra essere, però, alle porte. Secondo l’Istat, infatti, il tasso di disoccupazione giovanile sarebbe in continuo aumento (+2,7% nel 2010), il 27,8% dei giovani non ha lavoro. Basilicata e Campania le regioni più colpite dal fenomeno. A livello europeo l’Italia si trova in ottava posizione per tasso di disoccupazione giovanile ed è uno dei sette paesi europei in cui il non impiego riguarda più le donne che gli uomini. Per una Repubblica fondata sul lavoro, questa normalità sembra essere ancora lontana.

Matilde Cristofoli

Fonte Immagine: Quirinale.it

 


 

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