Monti incassa il no della Merkel e vola a Londra da Cameron

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ROMA, 18 Gennaio – “Il cancelliere Angela Merkel fa del suo meglio per risolvere questa crisi, ma alcuni Paesi come l’Italia devono fare il loro lavoro.” La risposta tedesca all’appello di Mario Monti che, dalle colonne del Financial Times, aveva chiesto l’aiuto di Berlino sulla riduzione dei costi di finanziamento sul mercato, è affidata alle parole del capo consigliere economico di Angela Merkel, Wolfgang Franz. “Non voglio speculare sulle intenzioni di Merkel” – ha detto Franz nel corso di un intervista a Bloomberg TV – “ma quello che dico è che l’Italia è un Paese abbastanza forte per aiutarsi da solo.” Dalla Germania arriva dunque un no deciso alle richieste avanzate dal nostro Presidente del Consiglio.

Mario Monti, che oggi è volato a Londra per incontrare il premier britannico David Cameron, è apparso però fiducioso. Ai giornalisti che gli chiedevano se pensasse di riuscire a convincere i mercati della solidità e affidabilità dell’Italia, il professore ha risposto senza esitazioni: “Certo”. Monti ha poi incontrato il primo ministro britannico Cameron, al quale ha rinnovato “la volontà di lavorare insieme per il mercato unico che è nell’interesse dell’Inghilterra e dell’Italia e sarà uno strumento per la crescita economica”. “Serve un’agenda a lungo termine per la crescita. Finora si è lavorato, ma non abbastanza bene. Bisogna capire cosa fare di più” ha dichiarato a sua volta Cameron.

Nella conferenza stampa congiunta al termine dell’incontro con il premier britannico a Downing Street, Monti ha speso qualche parola per chiarire la natura delle richieste rivolte alla cancelliera tedesca, dicendo che l’Italia non ha chiesto “niente di specifico” alla Germania. Piuttosto, ha aggiunto Monti, “c’è un problema di governance dell’Eurozona che non è all’altezza della sfida”, e tutti i Paesi dovranno contribuire alla ricerca di una soluzione. Per questo, gli sforzi devono essere coordinati e devono andare nel senso di “migliorare la governance”, di “disciplinare i cosiddetti firewall” per evitare il contagio della crisi e di “adottare politiche per la crescita.”

Francesca Garreffa

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