Roma sotto assedio dai tassisti in protesta: Monti il bersaglio principale

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ROMA, 18 Gennaio –  “Monti vieni in taxi con noi che poi ce lo racconti”, “giù le mani dal lavoro, ladri!”. Ne hanno lette di tutti i colori quelli che hanno assistito al sit-in dei tassiti, e questi sono forse i cartelli più moderati.

Il decreto per la categoria sarà approvato in settimana ma il premier Monti e l’esecutivo hanno cercato ugualmente il confronto con i sindacati dei taxi, ieri a Palazzo Chigi. Lo scopo era quello di illustrare le intenzioni del governo e ascoltare le loro richieste. Il risultato è stato deludente. non è stata presa nessuna decisione e dunque l’incontro è stato rimandato ad oggi. Un rappresentante della delegazione delle 23 sigle delle auto pubbliche ha affermato:” Abbiamo il testo del decreto sulle liberalizzazioni per la parte che riguarda i taxi e lo respingiamo in toto”.

La Cisl ha parlato  invece di un esecutivo fermo sulle sue posizioni e sulla necessità di consultare i lavoratori sulle prossime ed eventuali iniziative. E mentre dentro si discute pacificamente, fuori è il caos. Si intonano cori, si lanciano petardi e fumogeni  tentando di bloccare il traffico di via del Corso. Vittima del delirio dei manifestanti è stato un  tassista in servizio che davanti  piazza Colonna  è stato bloccato e strattonato dai suoi colleghi nel tentativo di farlo scendere dall’auto bianca ma fortunatamente il tassista è rimasto indenne.

“Ora stiamo esagerando, se continuiamo così il governo non ci convoca più”. Queste le parole di Ciro Langella, rappresentante dei tassisti di Napoli, che è riuscito a placare lievemente la rivolta convincendo inoltre la folla a spostarsi a Circo Massimo.  I manifestanti sono stati più di mille e la maggior parte di essi proveniva da Napoli. Infatti proprio nella città partenopea ha avuto inizio la protesta quando le auto bianche sono state parcheggiate per cinque giorni e cinque notti a piazza Plebiscito. È in programma lo sciopero nazionale dei tassisti per il 23 Gennaio ma l’Autorità di garanzia ha dichiarato che un eventuale blocco sarebbe illegittimo.

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Martina Morlè

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