Monti, pranzo con i leader dei partiti: nel menù Europa e liberalizzazioni

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ROMA, 16 Gennaio – All’indomani del declassamento dell’Italia da parte dell’agenzia di rating Standard & Poor’s e alla vigilia del vertice trilaterale di venerdì con Merkel e Sarkozy a Roma, l’agenda del premier Monti si infittisce di date e appuntamenti importanti, sia sul fronte interno che su quello internazionale.

In mattinata è iniziato a Palazzo Chigi l’incontro tra il Capo del Governo e il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy. Al centro del colloquio, il prossimo consiglio Ue del 29 gennaio e le misure anti-crisi da concordare con gli altri leader europei, ma anche questioni più prettamente italiane, in primo luogo l’andamento dello spread e la risposta dei mercati al downgrading dell’Italia.

Nella giornata di oggi è previsto però anche un altro appuntamento cruciale per il premier che, per pranzo ha convocato a Palazzo Chigi i leader dei tre partiti che sostengono il suo esecutivo, vale a dire Angelino Alfano (Pdl), Pier Luigi Bersani (Pd) e Pier Ferdinando Casini (Terzo Polo). L’incontro, che avviene all’indomani della “sberla” inflitta al nostro Paese da Standard & Poor’s, verterà principalmente sulla condotta da tenere in Europa, in vista del vertice del 29 gennaio. Il segretario del Pdl, Angelino Alfano, ha già espresso la sua posizione al riguardo: “Chiediamo a Monti di agire, di battere i pugni sul tavolo in Europa, di far valere la posizione italiana, di non accontentarsi di gentili e affettuose dichiarazioni di stima che purtroppo non ci risparmiano il downgrading”, ha affermato in un intervista al Corriere della Sera. L’esortazione ad assumere una posizione energica in Europa sembra comunque essere condivisa anche dagli altri due segretari di partito. 

Ma il vertice a quattro di oggi non si limiterà soltanto ad una serie di suggerimenti offerti al premier dai principali partiti della coalizione. Monti avrà infatti la possibilità di testare il sostegno al governo offerto dalle forze politiche, in vista dell’avvio della cosiddetta fase due e dell’approvazione del decreto sulle liberalizzazioni. “Non possiamo più permetterci la liturgia ipocrita dei vertici separati. Manifestare che esiste una sintonia tra il governo e i partiti è anche un modo per far recuperare dignità alla politica” era stato il commento di Monti a caldo, dopo aver appreso la notizia del declassamento dell’Italia.

Per questo motivo, il premier chiede con forza ai leader di Pdl, Pd e Terzo Polo “un chiaro sì alle liberalizzazioni e alla riforma del mercato del lavoro” per “avere ancora maggiore credibilità e fermare l’assalto speculativo”.

Francesca Garreffa

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