Strage Torpignattara, Lia torna a casa. Incerta la data dei funerali

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Roma, 15 gennaio – Lia è uscita dall’ospedale San Giovanni ed è tornata a casa, in via Giovannoli. E’ di nuovo passata su quel maledetto marciapiede, dove la sera del 2 gennaio scorso sono stati uccisi da due rapinatori la figlia Joy e il marito Zhou.

Lia non vuole che le salme dei suoi familiari facciano ritorno in Cina, come pare sia desiderio dei parenti del marito; vuole che restino con lei a Roma, e desidera che nella Capitale venga celebrato anche il rito di commemorazione in onore dei suoi cari. La mamma e le sorelle dell’uomo ucciso hanno espresso la volontà di portare le salme in Cina e quindi potrebbero prendere la decisione di far celebrare le esequie direttamente nel paese natale delle vittime. In attesa della decisione, intenzione del Campidoglio sarebbe quella di proclamare un lutto cittadino in concomitanza con la cerimonia. In ospedale la donna ha ricevuto la visita del presidente della Repubblica Napolitano, che le ha espresso la solidarietà e la vicinanza di tutto il Paese.

Nel frattempo prosegue la caccia ai killer: una pistola calibro 9 è stata ritrovata dagli agenti dentro un cassonetto a Tivoli. Adesso la parola agli esperti per capire se si tratta della stessa arma usata nella rapina di Torpignattara.

Secondo le prime indagini, i due killer magrebini fanno parte di un gruppo allargato di nordafricani, che aveva scelto la vittima come cassiere di guadagni illegali.

Costanza Ferruzzi                             

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