Twitter un valido strumento per seguire l’evoluzione di una epidemia

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ROMA, 12 Gennaio – Che i social network sia ormai usati negli ambiti più diversi è piuttosto risaputo ma è di ieri l’annuncio che Twitter può essere utile anche per seguire l’evoluzione di un’epidemia.

Lo hanno reso noto i ricercatori della Harvard Medical School e del Children’s Hospital di Boston. I risultati dello studio son stati pubblicati sulla rivista American Journal of Tropical Medicine and Hygiene e la conclusione a cui sono giunti è che i social network, e in particolare Twitter, possono aiutare a monitorare la diffusione di un’epidemia e consentono un intervento più tempestivo che può limitare i danni.

I ricercatori hanno seguito l’evoluzione dell’epidemia di colera scoppiata ad Haiti dopo il terremoto del gennaio 2010 usando i twit che gli utenti postavano sul social network. I circa 190.000 twit postati rappresentavano in maniera fedele la propagazione della malattia tra la popolazione e dimostrano che queste rilevazioni corrispondevano a quelle proveniente dai tradizionali sistemi di sorveglianza, come i report delle cliniche, con il vantaggio che si conoscevano ben due settimane prima delle rilevazioni ufficiali diramate dal Ministero della Salute e dal Governo di Haiti. Questo dato è estremamente importante perché permette ai Governi di intervenire in modo tempestivo con la somministrazione di vaccini per evitare il contagio.

“Le stesse tecnologie che abbiamo usato ad Haiti potrebbero essere utili anche nel resto del mondo, come metodo efficiente e soprattutto veloce di monitorare le epidemie o, addirittura, di scovarne le prime manifestazioni, così che si possa intervenire tempestivamente con vaccini e antibiotici”, ha spiegato Chunara, autrice dello studio che ha poi aggiunto “Chiaramente questi dati non dovrebbero sostituire quelli ufficiali. Semmai potrebbero essere usati in maniera complementare, visto che riescono a dare un quadro in tempo reale delle dinamiche di diffusione della malattia, e ci permettono di fare stime per come evolveranno”.

Mariella Laurenza  

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