Lavori di restauro al Colosseo bloccati. La Procura indaga su abuso d'ufficio

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ROMA, 12 Gennaio – Il Colosseo non verrà restaurato, almeno fino a che la Procura di Roma e la Corte dei Conti non faranno chiarezza sui presunti illeciti che hanno coinvolto i lavori riguardanti il restauro del Colosseo. Lo scandalo scoppiato poco tempo fa sull’appalto dei lavori e il finanziamento di Diego della Valle, rischia così di far rinviare i lavori a data da destinarsi e bloccare così l’avvio del restauro di una tra le sette meraviglie del mondo.

Restauro di cui il monumento capitolino sembra avere urgente bisogno soprattutto dopo gli ultimi crolli allarmanti di parte delle mura. Il rinvio dei lavori difatti mette in allerta il sindaco romano Alemanno che mai come ora si dice seriamente preoccupato “E’ una follia, sono indignato”. A diffondere la notizia è stata la Uil che aveva presentato un esposto alla magistratura per le stesse motivazioni che avevano destato la perplessità anche dell’Antitrast: ad essere ipotizzato un’ abuso d’ufficio da parte dei Beni culturali che avevano gestito l’accordo su i lavori. Roberto Cecchi, sottosegretario dei Beni culturali verrà ascoltato in questi giorni sull’accaduto di cui si dice essere tranquillo.

Ad indagare sul presunto reato il procuratore aggiunto Alberto Caperna e il pm Maria Letizia Golfieri. Ma il tempo è denaro, almeno secondo il sindaco di Roma: «C’è una sponsorizzazione per 25 milioni di euro,e per la prima volta viene fatta un’evidenza pubblica: lasciateci restaurare il Colosseo -fate in modo che il ministero possa restaurare questo monumento. Volete che cada a pezzi a furia di Tar, Antitrust, Procura e Corte dei Conti? Vogliamo farsì che lo sponsor si riprenda i 25 milioni? Se questo è l’obiettivo lo si dica francamente». Mentre si aspettano i nuovi sviluppi della vicenda si spera solo che il Colosseo dopo circa 2mila anni possa aspettare ancora un po’ di giorni la burocrazia.

Romina Delmonte

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