Pacco bomba Equitalia, allarme terzo plico nella capitale

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ROMA, 12 DICEMBRE  – Si cerca di intercettare e disinnescare il terzo pacco bomba anarchico, prima che possa arrivi a destinazione ed esplodere, causando ulteriori danni e feriti.

Le forze di polizia sono al lavoro in Italia e all’estero. Nelle rivendicazioni della Fai si parla di tre pacchi bomba, e all’appello ne mancherebbe uno. Ipotesi da considerare anche quella che si tratti di una beffa dei terroristi. Rimane comunque alta l’ allerta per le banche e le istituzioni economiche, ma anche caserme, questure e commissariati potrebbero essere un bersaglio.

A Roma si lavora sui resti dell’ordigno esploso in faccia al direttore Cuccagna, per cercare di rinvenire tracce utili che possano portare ai terroristi. Le condizioni del Dg di Equitalia sono stabili: “Sto bene, forse poteva anche andare molto peggio”, ha dichiarato Cuccagna, confermando che non recupererà del tutto l’uso della mano destra ferita dallo scoppio, ma ‘”la vista, dopo che mi hanno tolto 200 pezzi di vetro dagli occhi sta recuperando’”.

Il presidente di Equitalia, Attilio Befera, dopo le polemiche di questi giorni ha rilasciato un ulteriore dichiarazione, in merito all’operato dell’ente pubblico di riscossione delle tasse: ‘”Facciamo un lavoro ingrato ma le imposte vanno pagate. Lo facciamo per chi paga le tasse regolarmente. La crisi economica certo rende tutto più difficile”.

Sabrina Brandone

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