Roma: lo strano caso di Tommasino, il gatto milionario

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ROMA, 10 Dicembre – Ricordate la celebre scena del film Disney Gli Aristogatti in cui una ricchissima e anziana signora decide di lasciare in testamento tutti i suoi averi agli adorati micetti? Beh, è il caso di dire che certe volte la realtà supera la fantasia.

Il fatto, a dir poco curioso, è avvenuto proprio nella Capitale. La signora Maria Assunta C., classe 1917, originaria di Potenza, ma da anni residente a Roma, nell’ottobre del 2009 decise, tramite un testamento olografo, di istituire “un legato a favore della persona fisica o giuridica, o dell’associazione animalista che sarebbe stata individuata dagli esecutori testamentari – gli avvocati Marco Angelozzi, Anna Orecchioni e Giacinto Canzona – e che sarebbe divenuta erede dell’ingente patrimonio con il perentorio onere di occuparsi del gatto Tommaso”. Avete capito bene: l’unico erede delle cospicue proprietà di Maria Assunta è Tommasino (all’“anagrafe” Tommaso), il micio in compagnia del quale l’anziana signora, senza figli, aveva trascorso gli ultimi anni della sua vita. Per ricompensare il suo amico a quattro zampe dell’affetto e della fedeltà dimostratagli, la donna, animalista convinta, ha deciso di lasciargli tutte le sue proprietà.

Due settimane fa la signora Assunta, raggiunto il ragguardevole traguardo dei 94 anni, è passata a miglior vita, rendendo a tutti gli effetti esecutivo il singolare testamento. Tommasino si è così trovato ad ereditare dalla sua padrona una villa all’Olgiata, due appartamenti a Roma e Milano, diversi conti correnti bancari ed alcuni terreni in Calabria, per un valore complessivo di 10 milioni di euro. Niente male per ex gatto randagio che d’improvviso è diventato proprietario di un patrimonio da fare invidia.

Dopo numerosissime richieste per la candidatura al ruolo, la scelta della persona che amministrerà i beni ereditati da Tommasino, oltre ovviamente a prendersi cura del gatto milionario, è alla fine caduta sull’infermiera romana di 48 anni che ha assistito l’anziana signora fino alla fine, condividendo con lei l’amore per gli animali.

Chissà se cambierà qualcosa nello stile di vita del gatto più ricco del mondo, oppure se, tutto sommato, le sue esigenze continueranno ad essere le stesse di prima. In ogni caso, nonostante la simpatia (o lo sconcerto) che può suscitare un gesto così eccessivo, sorge spontanea una domanda: cosa se ne farà un gatto di 10 milioni di euro?

 

Francesca Garreffa

 

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