Roma, Casilina: il “Conte Nero” torna in carcere, ha evaso i domiciliari

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ROMA, 25 Novembre – Evade dai domiciliari ed allunga così il già corposo numero di arresti della sua “carriera”. Ranieri Adami Piccolomini, noto come il “Conte Nero”, evade dai domiciliari,  ai quali era stato condannato per il reato di maltrattamenti in famiglia, ma viene bloccato e arrestato nella notte  in via Delle Palme dai Carabinieri della compagnia Casilina.

Non sembra accontentarsi dunque, Ranieri Adami Piccolomini, della lunga lista di reati dei quali si è macchiato nel corso della sua esistenza. Il curriculum giudiziario del Conte Nero annovera infatti un’accusa di omicidio, diverse condanne per spaccio di stupefacenti, aggressioni ad agenti di polizia, maltrattamenti in famiglia, rissa e minacce. Discendente di Enea Silvio Piccolomini (Papa Pio II),  paradossalmente noto per aver sostenuto il concetto che la penna deve essere più forte della spada”, Ranieri inaugura la sua interminabile serie di arresti nel 1996 quando viene incriminato per l’omicidio di Paolo Segatori, il 22enne di Viterbo ucciso con più di 20 coltellate nelle campagne Viterbesi. Un fiore ed una farfalla  poggiati su un teschio tatuati sul braccio della vittima l’indizio che svelò il coinvolgimento di Ranieri Adami Piccolomini che, a quei tempi, disegnava tatuaggi. Dopo 23 giorni di carcere Piccolomini fu scagionato dall’accusa di omicidio ma la corte d’assise lo condannò a cinque anni di carcere per spaccio di stupefacenti.

Da quel momento per il Conte Nero fu un crescendo: nel 1998 venne arrestato per aver colpito con un pugno un agente di polizia che lo aveva svegliato di soprassalto; nell’agosto del 1999 fu arrestato perché a bordo della sua auto furono trovati 400 grammi di olio di hashish del valore di 20 milioni di lire; nel 2005 fu coinvolto in una rissa a Campo de’ Fiori e venne denunciato per resistenza, lesioni e atti osceni. Ora agli arresti per l’evasione dai domiciliari che aveva rimediato per maltrattamenti in famiglia.

Marcella Bellanca

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