Mario Monti da record alla Camera. Adesso inizia l'era dei sacrifici

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ROMA, 19 NOVEMBRE – Un plebiscito bulgaro ha incoronato Mario Monti nuove “re di Montecitorio”. Una fiducia da record, mai vista, con 556 sì e 61 no. A favore dell’ex commissario UE hanno votato quasi tutti i gruppi parlamentari, eccezion fatta per la Lega Nord, il pasionario Domenico Scilipoti e la bastian contraria Alessandra Mussolini.

I numeri ottenuti da Monti sono la conferma di un patto di non belligeranza tra i partiti. Dopo la caduta del Berlusconismo l’Italia sta riscoprendo una posizione centrista degna della prima Dc, con le frange moderate di Pdl e Pd pronte ad unirsi al Terzo Polo in vista delle prossime elezioni politiche.

Monti ha escluso una sua papabile candidatura nel 2013, ma un’eventuale successo del governo tecnico sulle misure anticrisi potrebbe rivoluzionare i piani per il futuro. Tale ipotesi è avvalorata soprattutto dalla mancanza di leader carismatici all’interno delle tre fazioni in cui è spaccato il Paese: Alfano è poco credibile, Gianni Letta ha concluso la sua carriera da regista con la seconda Repubblica, Fini e Casini hanno perso la loro occasione il 14 dicembre 2010, Bersani non sarà mai un leader, Di Pietro è improponibile, soprattutto per motivi linguistici.
A mio parere il lotto si restringe a quattro nomi: Marcegaglia, Montezomolo, De Magistris e Vendola. Quattro esponenti di un nuovo modo di fare politica, nonostante il loro background saldamente ancorato a partiti, massoneria e correntoni con una certa storia alle spalle.

Ritornando al nostro Mario Monti, dopo aver esaltato i numeri della fiducia alle Camere, riteniamo che la strada per il presidente del Consiglio sia tutta in salita. Il professore ha dichiarato che non sono da escludere pesanti sacrifici parlando dei provvedimenti che dovrà attuare il Governo per rilanciare l’economia su imposizione della diarchia Francia-Germania. Sacrifici che, spiega il premier, “verranno richiesti a quelle categorie che finora hanno dato di meno”, ovvero le classe agiate con patrimoni economici-finanziari ben superiori ai 100mila euro annui. Pagheranno la patrimoniale? Nella stessa occasione, Monti ha espresso parole di condanna per “la piazza contro Berlusconi”, e ribadito che sulle prossime manovre, cercherà “il più ampio consenso possibile dai gruppi parlamentari”.

Ed.M.R.

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