Terremoto in Emilia: la solidarietà non ha confini. Intervista a Luciano Garramone della Protezione Civile Gruppo Lucano

Home»Magazine»Terremoto in Emilia: la solidarietà non ha confini. Intervista a Luciano Garramone della Protezione Civile Gruppo Lucano

ROMA, 3 AGOSTO – Il terremoto dello scorso maggio ha messo in ginocchio l’Emilia e la situazione è ancora molto lontana dalla normalità. Fortunatamente ad assistere le vittime degli eventi sismici ci sono i volontari della Protezione Civile provenienti da quasi ogni regione d’Italia. Molti sfollati sono riusciti a noleggiare un camper o a prendere una camera in albergo, ma per chi non ha avuto questa possibilità sono stati allestiti dei campi dalla Protezione Civile e dalla Croce Rossa. Il Gruppo Lucano, guidato sapientemente da Giuseppe Priore, si è sempre distinto per la sua disponibilità e capacità di affrontare situazioni di emergenza. Ogni domenica un pullman proveniente dalla Basilicata arriva a Carpi con circa 20 volontari che danno il cambio ai loro colleghi. Arrivano da paesi molto piccoli per dare il loro contributo. Sarconi, Senise, Gorgoglione, Corleto, Viggiano, Gallicchio, Forenza, San Giorgio Lucano, Missanello e dai capoluoghi Potenza e Matera. Queste piccole realtà sono sicuramente orgogliosi dei loro volenterosi concittadini.

Per capire un po’ meglio di cosa si occupano e cosa fanno questi angeli al servizio dei meno fortunati abbiamo parlato con Luciano Garramone, Responsabile Scientifico della Protezione Civile Gruppo Lucano, che da circa 15 giorni è nel campo allestito a Carpi dalla colonna mobile “Basilicata 1”.

Dottor Garramone lei è tra i volontari che questa estate sta dando il suo contributo per aiutare le popolazioni emiliane terremotate. Non è stato sicuramente obbligato, quali motivazioni l’hanno spinta fino a Carpi?
Le motivazioni sono le stesse che hanno determinato la mia adesione al PCGL (Protezione Civile Gruppo Lucano): fornire una testimonianza tangibile di solidarietà durante le emergenze.

Passiamo ora a questioni più pratiche. Ci può spiegare com’è organizzato il campo di Carpi della colonna mobile “Basilicata 1”? Quali sono le principali attività che svolgono i volontari?
Il campo è composto da circa 80 tende e può ospitare più di 500 persone. Nel campo coesistono più organizzazioni: il nostro gruppo, la Croce Rossa Italiana, l’AGESCI (associazione di scout), ed altre
associazioni di volontariato. I nostri volontari gestiscono l’accesso al campo, la sicurezza (insieme alle Forze dell’Ordine) e i servizi di telecomunicazione, Last not least, il PCGL gestisce la Stazione Operativa Mobile (SOM) che può essere equiparato al municipio di un Comune.

I Lucani si distinguono sempre per il loro altruismo. Dopo l’esperienza in Abruzzo, come reputa la partecipazione dei volontari del Gruppo Lucano?
Il Gruppo Lucano ha una storia ultraventennale. L’esperienza abbruzzese ha rappresentato un punto di svolta. Infatti, è stata confermata la validità e l’efficacia del modello organizzativo del gruppo. Tale validità ci è stata riconosciuta a livello nazionale. Nella comunità lucana, invece, l'”avventura” aquilana ha fatto da volano nel senso che, a partire dal 2009 (anno del terremoto), la nascita di nuove sedi comunali ha subito una netta accelerazione. Attualmente le sedi PCGL sono più di cento e il numero di volontari è superiore a 4000. Tutte le sedi comunali stanno inviando volontari in Emilia. La partecipazione è quindi soddisfacente.

Comprendiamo bene che le sezioni locali della Protezione Civile aspirano sempre ad attirare un maggior numero di volontari. Che cosa direbbe ai nostri lettori per convincerli ad iscriversi a questo fantastico mondo del volontariato?
Ai vostri lettori direi che dedicare parte del proprio tempo libero ad attività di volontariato rappresenti sia un piacere che un dovere. In un mondo dove, per struttura ed organizzazione sociale, è molto facile ripiegare su se stessi, dove è molto diffuso il pensare solo al proprio “particulare”, riscoprire il valore della solidarietà, condividere esperienze insieme ad altri, può procurare una soddisfazione intima. Oltre a questo ritengo che, aiutare le persone che si trovano in difficoltà, sia un dovere da parte di chi ne abbia la possibilità.

La ringraziamo per la sua disponibilità e per il lavoro che svolge quotidianamente insieme ai suoi colleghi a servizio dei più deboli. In bocca al lupo per le vostre attività.
Grazie anche a voi.

Servizio a cura di Antonello Di Muccio

Share Button

Leave a Reply

Your email address will not be published.