Addio a Horst Faas: con i sui scatti raccontò l’inferno del Vietnam

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ROMA, 12 Maggio – E’ morto ieri all’età di 79 anni Horst Faas, leggendario fotografo di guerra dell’Associated Press, due volte vincitore del premio Pulitzer. Oggi la stampa mondiale gli rende omaggio, ripubblicando alcuni dei suoi scatti più celebri che fecero la storia. Con la sua macchina fotografica immortalò immagini sconvolgenti e crude, come quelle che raccontano la guerra del Vietnam, un conflitto a cui il fotoreporter tedesco ha dedicato dieci anni della sua vita. Immagini come quelle dei civili vietnamiti terrorizzati, dei cadaveri nelle risaie e dei bombardamenti al napalm, portarono a conoscenza del mondo gli orrori e le miserie della guerra. Come responsabile del settore foto della Ap del Sud-est asiatico, Faas fu presente in Vietnam negli anni dal 1962 al 1974, rischiando ogni giorno in prima linea. Fu lui a decidere di pubblicare due delle immagini più scioccanti del conflitto, che gli valsero non pochi problemi con l’Associated Press perché rivelavano la dura realtà di una guerra che negli Stati Uniti si voleva censurare. La prima è la celeberrima “Napalm girl”, che ritrae una bambina vietnamita che fugge piangendo completamente nuda mentre alle sue spalle è in corso un bombardamento al napalm. Fu scattata Huynh Cong “Nick” Ut, che faceva parte dell’“esercito di Horst”, una squadra di giovani fotografi che Faas aveva reclutato sul campo. La seconda è la foto dell’esecuzione sommaria di un Vietcong con un colpo di pistola alla tempia, ad opera del comandante della polizia di Saigon, Nguyen Ngoc Loan. Ad immortalare la tragica scena fu l’ex marine Eddie Adams, che nel 1969 ottenne un Pulitzer proprio per questo scatto.

Nella ex colonia francese Faas rischiò seriamente la vita. Nel 1967, fu gravemente ferito da un razzo che lo colpì alle gambe, costringendolo a rimanere per sei mesi su una sedia a rotelle. Ma questo non gli impedì di continuare a dedicarsi alla fotografia di guerra, raccontando, attraverso le sue immagini, pezzi si storia. “La mia missione – disse nel 1965, anno in cui ottenne il primo Pulitzer – è registrare le sofferenze, le emozioni e i sacrifici di entrambe le parti: vietnamita e americana”. Ma la carriera di Faas non si fermò al Vietnam. Il fotoreporter tedesco documentò anche gli orrori del conflitto in Bangladesh, con scatti che gli valsero il secondo Pulitzer nel 1972. Fu sempre lui ad immortalare la celebre stretta di mano tra il presidente americano Nixon e quello egiziano Sadat, davanti alle piramidi. E fu autore della storica immagine che ritrae il terrorista palestinese incappucciato sul balcone dell’edificio in cui venivano tenuti in ostaggio gli atleti israeliani durante i giochi olimpici di Monaco del 1972.

Il vice presidente e direttore del settore foto della Ap, Santiago Lyon, ha voluto ricordarlo così: “Horst Faas è stato un gigante nel mondo del foto-giornalismo e il suo straordinario impegno nel raccontare storie difficili è stato unico e notevole. Era un talento eccezionale sia dietro l’obiettivo che nell’editing del lavoro altrui e anche nelle più difficili circostanze si è sempre assicurato di vivere la vita appieno. Mancherà moltissimo a numerosi colleghi, specialmente al ridotto gruppo che con lui ha seguito il conflitto in Vietnam”.

Francesca Garreffa

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