Minacciati da un 8 in condotta per “eccessiva apatia”

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ROMA, 27 Aprile – Un paio di mesi fa, i professori della classe seconda B del Liceo Scientifico “Filippo Lussana” di Bergamo avevano chiamato i genitori degli studenti per palesare loro il disagio derivante dall’evidente apatia dei ragazzi, fatto che aveva determinato la decisione di valutarne la condotta con un 8. Lo avevano annunciato in sede di riunione con i genitori con lo scopo di lanciare un monito che servisse da provocazione che, a quanto pare, dopo due mesi ha ottenuto evidenti progressi, i quali sono stati notati sia dagli insegnanti che dai genitori dei ventiquattro ragazzi.

In genere, i quindicenni sono decisamente più turbolenti e attivi e qualche 8 in condotta lo ottengono per ovvi motivi di vivacità, sinonimo di “cattiva condotta” nell’immaginario collettivo. Il concetto di “cattiva condotta” si è dunque rivelato molto relativo nel caso di questa seconda liceo, costituita per la maggior parte da ragazze, la quale si era ben presto presentata come una classe effettivamente caratterizzata da eccessivo “torpore” che era diventato disinteresse e mancanza di partecipazione alle lezioni.

Il preside dell’istituto, Cesare Quarenghi, aveva infatti parlato di “una certa inerzia intellettuale dei ragazzi”, mentre ora, fortunatamente, stando alle parole di un’insegnante, “in classe si respira un’aria diversa”, essendo tornato il dialogo, l’interazione, l’interesse. Certo, non si trattava di un 7 in condotta, pertanto i ragazzi non rischiavano la bocciatura; tuttavia la provocazione, giusta o sbagliata che sia, ha fatto sicuramente breccia.

Vincenza Accardi

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